
L’intervista alla modella e artista Gloria Griggio direttrice artistica de “Lo street talk di Andrea Villani”
Intervista alla modella, pittrice, scrittrice e poetessa Gloria Griggio!
Ciao Gloria, parlaci un po di te, del tuo percorso di studi e del libro che hai pubblicato…
Ciao a tutti! Mi sono diplomata al Liceo Artistico nel 2006, indirizzo “pittura e decorazione pittorica”. All’epoca ero una pallina da ping pong che rimbalzava su e giù da Milano alla Spezia (luogo dove vivo), per lavorare nel campo della moda. Ho svolto diversi ruoli, da hostess a ballerina, da fotomodella per cataloghi di lingerie e gioielli, a modella per varie sfilate. Poi la malattia di mia nonna mi ha messa davanti ad un grosso bivio interiore; far finta che non esistesse, o fare qualcosa che fosse in grado di renderla “un urlo liberatorio” per riuscire a dare conforto a chiunque si trovasse a fare i conti con l’Alzheimer. Il mio carattere mi fece scegliere per la seconda strada; così, nel 2010, dalla mia innata passione per la scrittura, è nato il libro “Dentro il male – Sentieri d’amore nel labirinto dell’Alzheimer”, Armando Editore (Roma). Un romanzo-testimonianza un viaggio di un adolescente dentro l’inferno.
Sappiamo che hai un altro romanzo in cantiere. Di che cosa parla? E’ anch’esso biografico?
No, questa volta ho dato libero sfogo alla fantasia. Si tratta di un noir, basato su una storia di Stalking. La diversità è che non viene raccontato dal solito punto di vista di un detective o di un investigatore privato, bensì da una testimone che viene coinvolta gradualmente nelle indagini mentre scopre di essere la probabile futura vittima. Non posso svelare molto ma posso dire che elementi paralleli della trama sono il tema del Doppio, le fascinazioni dell’acqua e i suoi pericoli, i misteri del mare, i richiami interni al mondo dell’arte e della moda, l’ambientazione in vari luoghi della mezzaluna ligure, da La Spezia a Bordighera e Genova, e nel motore della storia, naturalmente, non mancano risvolti psicopatologici e inquietanti. Spero di poterlo pubblicare all’inizio del 2019. Per ora incrociamo le dita!
Ora sei anche un’artista. Che cosa ti ha portata a dipingere e come sei arrivata ad esporre varie mostre personali?
La pittura mi è rimasta dentro dai tempi del liceo. L’avevo solo accantonata per il fatto che, muovendomi in continuazione in giro per l’Italia, avevo poco tempo da dedicarvi. Ma dopo aver pubblicato “Dentro il male”, tutto si è stabilizzato; avevo capito che cosa volessi fare davvero, esprimermi attraverso l’arte, scrittura o pittura che sia. La prima ha il potere di liberare l’ansia, i cattivi pensieri, costruire un mondo nuovo quando questo mi sta stretto. La pittura invece mi rilassa, libera la mia serenità. Il cuore e la mente si servono della parola mentre il colore caratterizza l’anima e il momento. Così, dopo un lungo percorso per trovare un mio stile, mi sono detta: “perché un volto deve per forza avere due occhi, un naso e una bocca?” e così ho dato il via alla collezione “corpo-temporanea” che ha aperto la strada alle mostre. Nel 2017 ho esposto in tre personali mostre, rispettivamente a Milano “Colpi di stato d’animo”, a Salsomaggiore “La notte ha sempre ragione” e a Parma “Frequenze”. Il 2018 si parte con l’esposizione “Vuoto Sensibile” alla Spezia dal 15.03 al 15.04, in Loggia Dè Banchi.
Cosa raccontano i tuoi testi e le tue poesie? Chi sono gli artisti che ami di più?
Le mie poesie raccontano un’emozione fulminea, lampi e scorci di sentimenti che spesso sono difficili da descrivere. Cerco di metterci dentro tutto ciò che rimane sospeso tra la parola e il disegno. Sono sogni incompleti, ferite aperte. Nei miei racconti quasi sempre il mare o l’acqua in generale, adoro questo elemento. “L’acqua si scava la strada anche attraverso la roccia e quando è intrappolata, l’acqua, si crea un nuovo varco” dal film Memorie di una geisha. Gli artisti che amo di più nella pittura sono senza dubbio i maestri del surrealismo, quelli del liberty, per esempio Alphonse Mucha… da sempre fonte di ispirazione e assolutamente Frida Khalo. Nella scrittura varie volte mi sono rifugiata nei testi sofferti di Virginia Woolf, fino a quelli intimi di Anais Nin. Una scrittrice che adoro, più recentemente è Margaret Mazzantini. “Non ti muovere” l’ho adorato come anche “Una storia d’amore finita”. Nel libro “Non ti muovere” la scrittrice riesce completamente ad annullarsi e a pensare, e dunque scrivere, il pensiero di un maschio in una storia d’amore finta.
Com’è Gloria caratterialmente? Crede nell’amore?
Sensibile all’ennesima potenza, direi. Ma a volte sono anche forte, irrazionale abbastanza ma non troppo. Mi piace vivere il momento senza farmi domande sul futuro. Amo stare per i fatti miei ma la solitudine mi fa paura, per cui cerco i circondarmi di persone profonde, con qualcosa da dire. Gli artisti cercano sempre altri artisti, con cui confrontarsi, con cui respirare insieme aria diversa da quella della normale realtà. Credo assolutamente nell’amore. Credo nei legami che si intrecciano durante il corso della vita, per destino, per caso, nelle diverse sfumature di amare ed essere amati. L’amore in generale è una cosa meravigliosa ed è ciò che dà senso alla nostra esistenza. In qualunque forma, sotto qualunque luna.
Se tu potessi scegliere in campo televisivo, quale ruolo vorresti avere?
Paradossalmente quello che avrò nell’avventura di quest’anno nella trasmissione televisiva “Lo street talk di Andrea Villani”: presentare e raccontare da Le Trottoir (storico locale artistico di Milano), dieci opere di dieci artisti. Ognuno avrà un dipinto, a cui io cucirò addosso una breve presentazione come introduzione alla puntata televisiva di alto intrattenimento. Questo è il genere di TV che preferisco, divertirsi mettendo in primo piano le sensazioni delle persone espresse attraverso le mille strade che l’arte ci mette a disposizione.
Gloria Griggio
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