L’intervista a Francesca Bruni

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L’intervista a Francesca Bruni

“Maria Antonietta – L’ultima regina di Francia”, scritto e diretto da Francesca Bruni, è uno spettacolo teatrale incentrato su una delle donne più affascinanti della storia. Qui sotto potete leggere la sua intervista rilasciata a noi di bestentertainment.it e orgogliosi la pubblichiamo…


Le foto del book sono state realizzate da J.D.M. Effect Production  mentre quelle di scena dello spettacolo sono di Federico Sefe.


Ciao Francesca raccontaci un po di te… dove sei nata e il tuo percorso professionale…

Ciao a tutti. Sono nata a Roma nel 1985, figlia di madre romana e di padre umbro. Amo la mia città natale con tutta me stessa, al punto di emozionarmi ancora quando mi capita di passare davanti al Colosseo o alla Fontana di Trevi. Ed è proprio al Colosseo che ho cominciato gli studi di recitazione a soli 14 anni presso l’Istituto Professionale per la Cinematografia e la Televisione. Ricordo l’emozione di entrare in quella scuola ed essere sempre la più piccola. Mi facevano sentire come la mascotte del gruppo ed è stata davvero un’esperienza meravigliosa. Purtroppo però la vita mi ha portata ad allontanarmi da Roma più volte per motivi lavorativi. Appena laureata sono mi sono trasferita a Londra dove ho trascorso i cinque anni più belli della mia vita. Ho avuto modo di studiare con personalità del cinema e dello spettacolo che sembravano così irraggiungibili quando ero in Italia, collezionando esperienze davvero indimenticabili. Una tra tutte lo studio della tecnica Meisner con un allievo diretto del Maestro: Tom Radcliffe. Approfondire questa nuova tecnica mi ha davvero cambiato la vita e non ho mai smesso di utilizzarla in tutti i miei lavori, sia teatrali che cinematografici.

Francesca Bruni attrice

Quali sono stati i tuoi modelli di riferimento?

Ho sempre avuto un debole per gli Attori di Cinema, forse perché ho avuto questo imprinting cinematografico da ragazzina e ho sempre ammirato tantissimo attori e attrici del calibro di Meryl Streep o Robert De Niro, fino ad arrivare ad una delle mie preferite di sempre che è Kate Winslet. Adoro la sua naturalezza e la sua spontaneità. Trovo che i suoi ruoli non siano mai banali. E soprattutto apprezzo il suo lasciarsi completamente alle spalle gli aspetti “estetici” dei suoi personaggi che sembrano essere invece così importanti, per non dire fondamentali, nel cinema odierno.

Francesca Bruni intervista

Parlaci dell’Opera che hai scritto e recitato Maria Antonietta… che sensazioni hai provato?

Mettetevi comodi. Parlare di Maria Antonietta è un po’ come aprire il vaso di Pandora.

Francesca Bruni reggia versailles

A parte gli scherzi, Maria Antonietta per me rappresenta un po’ quell’amica immaginaria che da bambini ci costruiamo per fuggire dalla realtà. Ho iniziato a documentarmi su di lei quando avevo circa 14 anni, dopo una prima visita a Versailles. La guida ci spiegò che anche Maria Antonietta aveva la mia stessa età quando arrivò a Versailles e ricordo che questa cosa mi incuriosì moltissimo, quindi acquistai il giorno stesso un cd con le sue musiche preferite, musiche che ho poi ovviamente utilizzato nello spettacolo. Successivamente ogni biografia esistente ha cominciato a far parte della mia collezione e mi sono letteralmente innamorata di questa donna così forte e fragile al tempo stesso e mi sono ritrovata in tanti piccoli aspetti della sua vita. Ho capito che nessuno aveva mai dedicato troppa attenzione alla seconda parte della sua vita, quella in cui dimostrò una grandissima forza e soprattutto la tipica intraprendenza degli Asburgo che le era stata trasmessa dalla madre, l’Imperatrice Maria Teresa, forse uno dei sovrani più importanti della storia austriaca e non solo. Quando interpreto la Regina è difficile spiegare cosa provo: sicuramente in quel momento i pianeti mi sembrano allinearsi di colpo e la mia anima si accorda perfettamente alla sua. Riesco a percepire esattamente le sue emozioni, le sue paure… ed è proprio per questo che è anche una delle esperienze più faticose che io abbia mai provato. Bellissima, ma anche dolorosa.

Francesca-Bruni-sceneggiatrice

Le tue letture preferite?

Una delle prime biografie che ho letto è stata quella di Carolly Erickson che si chiama proprio “Maria Antonietta – L’ultima regina di Francia” alla quale ho voluto dedicare anche il titolo di questa mia opera. Descrive con estrema facilità i pensieri di una donna e di una bambina e mi sono subito persa in quella lettura. Poi, come raccontavo, non ho mai smesso di documentarmi. E lo faccio tutt’ora. Poco prima del debutto della prima versione al Teatro Garbatella nel 2021, sono finalmente venute alla luce tutte le lettere che per anni Maria Antonietta aveva scambiato con il suo amante, il Conte Hans Axel di Fersen, e ho deciso di inserire dei piccoli momenti in più proprio per rendere omaggio alla loro bellissima storia d’amore.

Che rapporto hai con i social e la fotografia?

Non vado molto d’accordo con i social. Infatti è solo grazie alla mia social media manager, Flavia Cattivelli, che riusciamo a partorire i meravigliosi post della pagina di Maria Antonietta – Lo spettacolo. Senza di lei non avrei mai imparato ad utilizzare Instagram o a capire cosa siano le storie. Sì, lo so, sono un po’ boomer, ma non dimenticatevi che il mio passatempo preferito è scrivere in calligrafia con pennino ed inchiostro, quindi la modernità non fa proprio per me. Ho un animo troppo romantico, ahimè.

Francesca Bruni mariantonietta

Film che consiglieresti?

L’unico film che mi sento di poter consigliare sulla regina Maria Antonietta è quello del 1938 con Tyron Power e Norma Shearer. È un film in bianco e nero e decisamente datato a livello di accuratezza storica, ma trovo che ne abbiano comunque fatto una rappresentazione completa della vita della regina, con i suoi alti e bassi.  Se invece parliamo di film in generale da consigliare, uno dei miei film preferiti è “Jeux d’enfants” di Yann Samuell, tradotto in Italia come “Amani se hai coraggio” con la meravigliosa Marion Cotillard – altra attrice che apprezzo moltissimo.

Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?

Sono una persona dalle mille personalità. Testarda, passionale e orgogliosa. Tendo ad adattarmi molto in base a chi ho davanti. Sono molto empatica e questo mi porta ad essere sempre molto disponibile con gli altri. Ma sono anche una persona molto introversa e timida. Timidezza che viene spesso fraintesa per distacco. Quasi tutti gli amici più cari hanno notato proprio questa cosa quando mi hanno conosciuta, questa timidezza che hanno frainteso inizialmente per distacco. Faccio fatica ad aprirmi con gli altri, ma quando lo faccio è perché mi fido completamente. E quindi ecco un altro difetto: l’ingenuità. Mi fido troppo delle persone. Caratteristica in comune con la nostra regina Maria Antonietta, purtroppo. Caratteristica che l’ha portata a perdere tutto quello che aveva… compresa la testa.

Cosa ti piace e cosa detesti nelle persone?

Adoro le persone spontanee, quelle che non si fanno problemi ad essere sé stesse davanti agli altri. Odio invece l’ipocrisia, la falsità. Quelli che ti sorridono davanti e poi ti pugnalano alle spalle.

Francesca Bruni teatro

La persona che ti ha sempre sostenuta?

Me stessa. Ho sempre portato avanti i miei desideri e le mie passioni con la forza delle mie braccia e delle mie gambe, anche quando mi dicevano di sbagliare e che avrei dovuto optare per una carriera più tranquilla e sicuramente più proficua. Non ho dato ascolto a nessuno e ho proseguito per la mia strada. Ci sono poi persone care che ovviamente mi hanno seguita sin dal primo spettacolo, sostenendomi a loro volta. Una in particolare, Giorgia Paolini, che ho scelto come Aiuto Regia per questa nuova edizione di “Maria Antonietta – L’ultima regina di Francia”. Senza di lei non ce l’avrei mai fatta. Come nella scorsa edizione, senza Simone Buffa. L’aiuto regia è una figura fondamentale quando si decide di scrivere, produrre, dirigere e interpretare un personaggio. Come la volta scorsa, anche questa volta c’erano mille cose a cui pensare e Giorgia era sempre pronta ad accompagnarmi con la forza e con il sorriso che la contraddistinguono. Una vera leonessa. Una professionista indiscussa. Un’amica impagabile.

Francesca Bruni

Progetti per il futuro? Se avessi una bacchetta magica in quale favola o periodo vorresti essere la protagonista?

In effetti, sto lavorando già a due nuovi progetti. Uno è un one woman show, dove una sola donna interpreta più personaggi femminili e si affronta il problema della gelosia e della violenza sulle donne. L’altro è ancora una volta uno spettacolo storico, in costume, sulla vita di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, altra figura femminile che mi ha sempre appassionata e alla quale vorrei rendere omaggio. Se dovessi scegliere un’epoca in cui vivere mi piacerebbe tornare nell’800, all’epoca di Jane Austen. È il periodo storico che più sento vicino alla mia anima. Mi manca tanto quella semplicità che si respirava all’epoca – con i suoi pro e i suoi contro, per carità – ma anche tutto l’aspetto romantico della comunicazione che era molto più complessa e meno immediata. Basti pensare che Fersen e Maria Antonietta hanno passato più tempo a scriversi lettere che a condividere il tempo insieme, ma che valore ha avuto per loro quel breve tempo insieme? Inestimabile. Al punto da portarli a scambiarsi di nascosto questa frase, ormai famosissima tra i fan più accaniti della regina: “Tutto a te mi guida”.

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Francesca Bruni


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