Underbrush: il Primo Album di Federico Chiarofonte

Underbrush: il Primo Album di Federico Chiarofonte

E’ uscito Underbrush, il primo album del batterista romano Federico Chiarofonte

GleAM Records è orgogliosa di annunciare l’uscita di Underbrush, il primo album in piano trio del batterista e compositore romano Federico Chiarofonte, disponibile in CD e digital download/streaming dal 22 marzo 2024 e distribuito da IRD International e Believe Digital. L’album sarà preceduto dai singoli Upas (8 marzo 2024) e Speecher’s Fight Circle (15 marzo 2024).   

“E’ da tempo che essere batterista, leader e soprattutto compositore non è più un tabù. Scorrendo la storia del jazz ci si rende conto che di batteristi con tali caratteristiche ce ne sono stati diversi nel corso degli ultimi decenni. Il batterista, da importante figura di “retrovia”, è diventato un protagonista e sperimentatore assoluto. Federico Chiarofonte rientra in quella scia di batteristi moderni che non si limitano soltanto ad essere una fonte ritmica, ma sono anche dei leader che, all’uopo, condividono da perfetti commensali le proprie idee. Concedono spazio, invenzione e libertà d’azione a chi gli suona accanto. Questo avviene anche grazie all’uso di strutture compositive che li rendono pariteticamente partecipi della musica suonata. Underbrush è il riflesso della personalità artistica di Chiarofonte. Il suo è un jazz contemporaneo che si nutre di riverberi, sentimenti e combinazioni umane. E’ una musica conciliante, elegante, mai sopra le righe, quasi colloquiale, che parla di natura, di scambi verbali, di letteratura e animali.Chiarofonte ha tradotto in musica il suo sentire più recondito, i suoni che gli rimbalzano al di dentro. I suoi due partner, Vittorio Solimene e Alessandro Bintzios, componenti di un trio funzionale e perfettamente in linea con il sentire del leader, contribuiscono positivamente e in maniera creativa alla realizzazione del pensiero sonoro di Chiarofonte. Underbrush è la narrazione sincera di un batterista brillante e di raffinata sensibilità.”

Flavio Caprera

Underbrush è il primo progetto guidato dal batterista e compositore Federico Chiarofonte. Il nome si riferisce tanto ad un sottobosco interiore come luogo sicuro in cui avvengono riflessioni, quanto ad un sottobosco sociale nascosto e all’interno del quale si sviluppano forme floride di cultura ed ecosistemi musicali.

I titoli dei brani sono di ispirazione letteraria, fanno riferimento alla biologia o sono semplicemente autobiografici e costituiscono indizi ermetici circa le narrazioni sonore presentate.

Gli otto brani che costituiscono “Underbrush” si inseriscono nel contesto del linguaggio jazzistico contemporaneo presentandone una versione metabolizzata e suggestionata da influenze musicali che derivano dalla sensibilità, dalle prime indagini ed esperimenti del compositore e dal contributo improvvisativo e dalle interpretazioni del pianista Vittorio Solimene e del contrabbassista Alessandro Bintzios. Il gruppo si forma quasi spontaneamente a Roma nel luglio del 2022 ed entra in studio di registrazione esattamente un anno dopo.

 L’album apre con Porto Cupo, un brano che prende il nome da un piccolo golfo sul mare situato sul litorale tarantino e racconta, tramite i cambi di metrica, il progressivo restringimento della zona libera di spiaggia in favore di quella privata avvenuto nel corso degli anni. Interessante lo sviluppo tematico incentrato sugli obbligati del basso all’unisono con la mano sinistra del pianista.

Segue Speecher’s Fight Circle in cui l’autore immagina una battaglia verbale realizzata tramite l’intreccio delle linee melodiche del piano e del contrabbasso su una struttura metrica in 3/4. Il percorso narrativo inizia con uno scontro e si conclude con il raggiungimento di una intesa tra le parti.

Upas è una composizione di ispirazione letteraria il cui titolo fa riferimento ad una pianta presente nell’Arcipelago Indomalese e dalla quale si estrae una sostanza tossica chiamata antiarina. Il brano si sviluppa su un mood even 8th condotto con un flow aperto e una struttura armonica dai cambi imprevedibili.

Swapnadosha è la trasposizione in musica del ricordo di un sogno. Il termine viene dal bengalese e viene usato per descrivere attività oniriche con effetti nel mondo reale. L’autore traduce in musica la sua idea sviluppando, a tempo lento, una narrazione priva di improvvisazioni. Tutto è incentrato su continui cambi metrici e su accordi a cluster guidati dalla struttura tematica del basso.

Raja Clavata, inizialmente scritto per quintetto e poi ridotto per il trio, prende il suo nome dal nome scientifico di un pesce. La struttura è multitematica ricca di polimetrie e cambi di mood che sfociano in uno swing medium dai colori postbop declinati in un’ atmosfera molto contemporanea.

Eròoiogn è il tentativo di esplorare le possibilità di utilizzo della scala derivata dall’accordo mistico, cioè una scala esatonica usata dal compositore russo Alexander Skrjabin.

Lanius Collurio si ispira ancora una volta al mondo naturale, prendendo in prestito il nome scientifico di un uccello passeriforme. È inoltre il tema  più vecchio tra quelli scritti dal leader e presenti nel disco. La struttura vede l’alternanza di due temi: il primo condotto dal basso su dei cambi armonici più stringenti ed il secondo condotto dal piano con un sound più aperto e un accompagnamento arpeggiato.

L’album chiude con Mayas, il brano in cui confluiscono tutte le influenze extramusicali presenti nell’album. Il nome fa riferimento ad alcuni primati del Borneo ed è stato scritto durante la quarantena, il periodo trascorso dal leader passata scrivendo musica e leggendo le opere di Emilio Salgari. Il brano è incentrato su un clima misterioso e crepuscolare a tempo lento in cui il piano e il basso costruiscono un tema fatto di intrecci tematici e passaggi obbligati con un pensiero ritmico cangiante. Le improvvisazioni sulla struttura armonica del tema principale costituiscono delle finestre di ricomposizione estemporanea all’interno di uno sviluppo narrativo obbligato.

Chi è FEDERICO CHIAROFONTE?

Inizia lo studio della batteria all’età di dieci anni, nel 2012 si iscrive e frequenta il Conservatorio Santa Cecilia di Roma studiando con Roberto Gatto ed Ettore Fioravanti. Nel 2019 consegue il master di I livello “Cantiere Infinito” in tecniche di improvvisazione coreutico-musicali. Nel 2021 consegue il Diploma Accademico di II livello in Batteria e Percussioni Jazz con votazione 110/110 e lode. Nel 2021 si iscrive nuovamente al Conservatorio per continuare lo studio della composizione jazz con Pietro Leveratto. Nel 2023 si laurea in Composizione Jazz con votazione 110/110, lode e menzione d’onore. Attivo come compositore con progetti a suo nome nell’ambito del jazz e della musica contemporanea e come batterista e percussionista. Ha suonato in festival come Il jazz Italiano per le Terre del Sisma, Novara Jazz, Direzioni Altre, Equilibrio Festival della Nuova Danza, Mascagni Festival, PaJe Festival, 52nd Jazz Festival, Ritratti d’Artista: Soundin’ Action, Taranto Jazz Festival, Velletri Jazz Festival, Cori Jazz Festival, Siena Jazz EuJAMM, Tolentino Jazz, Muntagn In Jazz, Festival Nazionale dei Conservatori.

Chi è ALESSANDRO VASSILIS BINTZIOS?

Contrabbassista romano di origine greca, classe 1993. Si avvicina alla musica sin da bambino cominciando a suonare il pianoforte. Da adolescente passa al basso elettrico e successivamente intraprende lo studio del contrabbasso sotto la guida prima di Stefano Nunzi, poi di Stefano Cantarano e Pietro Ciancaglini. Nel 2021 presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma consegue laurea di secondo livello in contrabbasso jazz con lode e bacio accademico. Ha suonato con diversi esponenti della scena jazz nazionale tra cui: Enrico Pieranunzi, Rosario Giuliani, Daniele Tittarelli, Roberto Gatto, Fabio Zeppetella, Roberto Tarenzi, Gabriele Mirabassi, Pietro Tonolo, Ettore Fioravanti, Luca Mannutza, Marcello Rosa, Mario Corvini, Claudio Corvini, Mario Raja, Enrico Bracco, Carlo Conti, Cristiano Mastroianni e Marco Valeri.

È il contrabbassista della New Talents Jazz Orchestra di Mario Corvini e dell’Orchestra Giovanile di Jazz di Mario Raja.

Ha suonato in diverse rassegne nazionali tra cui Il jazz italiano per le terre del sisma (L’Aquila 2018 e Amatrice 2021), Percorsi Jazz 2019 (Roma), Muntagninjazz (2019 e 2022 Sulmona), Summertime (2019 e 2022 Casa del Jazz), Si può fare jazz 2021 (Casa del Jazz), Barga Jazz 2019, Taranto Jazz 2020, Umbria Jazz (2019, 2021 e 2022) e JAZZMI 2022 (Milano).

Chi è VITTORIO SOLIMENE?

Vittorio Solimene è nato a Napoli il 9 gennaio 1998. Inizia gli studi pianistici all’età di 12 anni e si forma musicalmente a Roma, dove si laurea al biennio in pianoforte jazz con il massimo dei voti. Nel 2017 ha vinto il primo premio assoluto nella sezione solisti del concorso “Paolo Randazzo”; è stato finalista al concorso “B-Jazz International Contest” e al “Conad Jazz Contest”. Si è esibito in alcuni dei più importanti club e teatri in Italia (Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz, Teatro Eliseo) e all’estero (Germania, Olanda, Inghilterra, Spagna, Finlandia e Belgio). Ha partecipato, inoltre, a diverse rassegne e festival tra i quali: “Umbria Jazz”, “Ischia Jazz”, “Jazz in Sardegna”, “Acuto Jazz”, “Il Jazz Italiano per le terre del sisma”, “Jazzit Fest”, “Jazzup Festival”, “Jazz Nights at Casilini’s Garden”, “Eddie Lang Jazz festival”, “Francavilla è Jazz”. Si è esibito con musicisti della scena italiana e internazionale tra cui: Kurt Elling, Gegè Telesforo, Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Roberto Gatto, Dario Deidda, Benny Benack III, Jerome Sabbagh, Fabio Zeppetella, Marco Valeri, Maurizio Giammarco, Lorenzo Tucci e molti altri.

Nel 2019 pubblica il primo album a suo nome “Urlo Piano”, prodotto dall’etichetta discografica Auand.

Attualmente vive a Roma dove svolge un’intensa attività concertistica, sia come sideman che come leader.