L’intervista alla cantante e vocalist Monica Harem

Monica Harem lavora da quasi vent’anni nel campo della musica. Cantante, autrice e compositrice vanta numerose esibizioni live e dj set in tutta Italia. L’artista lavora anche come vocalist per i migliori club d’Italia ed è la voce ufficiale della Papeete Compilation distribuita da Sony Music.

Ciao Monica, dove sei nata e dove vivi ora?

Sono nata in Sardegna, più precisamente a Carbonia, in una zona molto povera e piena di contraddizioni. Vivo da 22 anni tra Romagna e Marche, dove posso dire di aver cominciato una seconda fase di vita.

Quando hai capito di essere portata per il canto?

Ho sempre avuto una forte propensione per la musica, fin dall’infanzia. Ricordo che nelle mie pagelle veniva spesso menzionata la mia attitudine al canto. Conservo ancora un quaderno di quinta elementare con il classico tema: “Cosa vorresti fare da grande”; ritrovarlo a distanza di anni è stato molto emozionante: volevo fare la cantante ed è quello che ho fatto.

Hai avuto un modello di riferimento?

Ho sempre ascoltato vari generi ma sicuramente la musica nera è stata fondamentale per la mia formazione: dal Rhythm and Blues alla soul music. Un’artista che mi ha sicuramente influenzato è Tina Turner: posso dire sia stata la mia più grande maestra, essendo io un’autodidatta. La sua storia è un esempio di determinazione e rinascita, un po’ come la mia. In ogni caso ho cercato e cerco di imparare qualcosa da ogni artista che ascolto.

Il primo esordio davanti ad un pubblico… com’è stato e… quanti anni avevi?!?

Ho cominciato ad esibirmi a 17 anni, con la mia prima band, in Sardegna. Quel giorno avrei dovuto fare bungee jumping, poi è venuta fuori la mia prima data in un locale: chiaramente ho scelto la musica, un salto nel vuoto molto più emozionante; e da allora non ho più smesso di saltare. Di quel primo concerto ricordo l’incoscienza e la voglia di divertirmi. Allora avevo una gran faccia tosta, non ricordo un briciolo di timore; solo l’adrenalina a mille e la voglia di cantare!

Quali sono i brani che ti emozinano di più?

Sicuramente ci sono brani che ti portano indietro nel tempo, legati a momenti di vita importanti che a volte ho fatto fatica ad interpretare per l’emozione che prende il sopravvento. Il classico nodo in gola, per intenderci. Quello che mi emoziona, aldilà del tempo e dei ricordi, sono la voce e l’interpretazione. Il canto è una magia e a volte anche una canzone che non ti piace può diventare emozionante se ben eseguita. In questo momento di vita,“Creep” dei Radiohead è un pezzo che mi tocca coinvolge particolarmente.

Sei anche una grande vocalist, hai una bellissima voce… raccontaci l’esperienza o l’esperienze… più emozionanti…

Ho iniziato a fare la vocalist per caso ma ho avuto la fortuna di farlo in un momento ancora molto positivo per le discoteche. Prima al Prince e poi al Pascià, ho lavorato a fianco a mostri della consolle che hanno fatto la storia della musica House: David Morales, Frankie Knuckles, Tony Humphries… Ho imparato ad arricchire e non a sovrastare. Ma le più grandi emozioni le ho sempre avute con i musicisti. Cico Cicognani, tra tutti, è stato per me un maestro oltre che un amico: gli sono molto riconoscente. Dai palchi più importanti ai più semplici locali, la condivisione è sinonimo di musica e non può che appagarti dal punto di vista umano e creativo. Ad esempio, l’anno scorso ho cominciato a lavorare con i Jestofunk e cantare con Cece Rogers è stata una delle cose più emozionanti che mi siano mai accadute.

Ti piacerebbe lavorare in TV… non so, ad un programma musicale…

La televisione non mi ha mai attratto e forse un po mi ha sempre spaventato. E’ chiaro che abbia seguito abbastanza i vari talent musicali e nelle prime edizioni di X-Factor ho anche fatto i provini.  Fare TV è molto diverso dal fare musica. Ma se mi venisse proposto un programma dove realmente la musica fosse protagonista lo prenderei in considerazione.

… invece… fare l’attrice in un film musicale?!?

Ecco, recitare in un film musicale mi piacerebbe molto. Recentemente ho seguito un corso di doppiaggio e mi appassiona davvero. Purtroppo è un circuito lavorativo abbastanza chiuso e do’ comunque priorità alla musica. Ma nel mio futuro non mi dispiacerebbe.

Sogni e desideri nel cassetto?!?

Desidero prima di tutto continuare a vivere del mio lavoro non perdendo mai l’entusiasmo necessario. E prima o poi pubblicare un disco con tutti i brani scritti negli anni e che tengo chiusi nel cassetto: arriverà il giorno che sentirò l’esigenza di condividerli. Un sogno che ho è che ci sia presto un ritorno alla buona musica dal vivo. E’ davvero un peccato che le persone abbiano perso l’interesse e la voglia di investire nelle band. Sicuramente finché non avverrà una seria revisione dei costi, sarà difficile che i locali siano incentivati a proporre più concerti. Mi auguro possa accadere presto, la cultura non può essere schiacciata dal peso delle tasse!

Monica Harem

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