L’intervista a Warco

L’intervista a Warco

Best Entertainment Intervista Warco

WARCO è il progetto musicale di Marco Bilardello, artista siciliano capace di fondere scrittura cantautorale, visioni psichedeliche e sensibilità pop in una cifra personale e riconoscibile. Dentro il suo immaginario convivono la provincia assolata, le domeniche immobili, i viaggi interminabili, il romanticismo fuori tempo massimo, il dream pop, la solitudine e il rumore gentile dei ricordi. Grazie ad Agnese dell’Ufficio Stampa Purr Press, noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…

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Ciao Warco benvenuto raccontaci un po di te… dal tuo nome d’arte…

Ciao a tutti! Per lo Stato italiano sono un insegnante delle medie, per qualcun altro sono un cantautore che, rivoltando l’iniziale del suo nome da “M” in “W”, prova a dire delle cose a modo suo attraverso la musica. Sono nato a Roma, ma ho vissuto buona parte della mia vita in Sicilia, a Marsala. L’origine del nome d’arte l’ho già descritta: è successo casualmente verso i diciassette anni. Cercavo un nome d’arte e un amico mi disse che ce l’avevo davanti agli occhi!

Come sono le tue giornate?

Faccio colazione con un podcast, leggo e poi passo la mattina in studio, da me o da Fabio, il mio produttore. Poi scuola il pomeriggio, allenamento, cena e letto, con “aperitivo” o “uscita” come varianti. Non è una giornata molto fantasiosa, ma, in mezzo a questa routine, riesco a ritagliarmi dei momenti di brainstorming tra me e me per elaborare frasi, incisi melodici, ascoltare musica e altro che poi finisce nelle mie canzoni.

Parlaci del tuo ultimo singolo, come è nata l’idea?

Parte tutto dalla necessità di rispondere a una sorta di rabbia tangibile in molta della musica che ascolto, per lo più nuova, che in qualche modo si sta distanziando da quella dimensione un po’ melensa che ha fatto il suo corso. Volevo dire la mia su alcuni temi, a mio avviso difficili da rendere bene in musica, come l’alienazione tecnologica: è stata una scrittura abbastanza difficile.

Quale genere di musica ami e ascolti? Parlaci delle tue produzioni…

Per gran parte della mia vita ho studiato musica classica, prima in parallelo alle prime band del liceo, poi interamente. È un mondo musicale che amo, ma che ha smesso di appagarmi un po’ di tempo fa, motivo per cui l’esigenza di dire qualcosa di mio è venuta fuori riascoltando quelle che sono le colonne del cantautorato italiano: Battisti, Battiato e Dalla, in particolare. A questo si aggiungono Tame Impala, Mac DeMarco, più di recente Mk.gee, i Beatles come caposaldo, ma anche Tom Petty e Todd Rundgren, un po’ come gli “underdog” di quegli anni. Il legame professionale con Fabio nasce da un’amicizia che ormai dura da qualche anno e che mi ha sempre portato a scoprire e imparare cose nuove, anche adesso, ogni volta che metto piede in studio. La sua cultura musicale, di stampo prettamente underground, mi lascia sempre stupito: quando credo di sapere tutto dei suoi ascolti, in qualche modo se ne esce sempre con delle novità super interessanti e, ovviamente, di questo beneficiano i miei pezzi.

Pratichi sport? Hobby preferiti?

Sono un appassionato di manga, letteratura e sport; mi piace molto correre e perdermi in quei momenti di trance da sforzo. Come libro consiglio “Conversazione in Sicilia” di Vittorini. Non sono così bravo con i film, ma non sbaglierei nel consigliare “Perfect Days” di Wim Wenders.

Quali sono i tuoi modelli? Progetti futuri?

Non ho modelli in particolare, ma ammiro il modo di raccontare le cose di Emmanuel Carrère (che consiglio di leggere), la schiettezza e il coraggio di Tutti Fenomeni e la sportività di Miroslav Klose. I progetti futuri (ma anche presenti, visto che ho i muratori dentro casa) sono legati al restauro di una casa dei miei nonni, nella quale andrò a vivere.

Come sei caratterialmente?

Sono tendenzialmente calmo, di quelli che si arrabbiano solo se portati al limite. Sicuramente un pregio è la pazienza; un difetto è quello di essere poco incline al litigio: ogni tanto servirebbe!

Hai lavorato in radio e tv? L’esperienza più bella fatta finora?

La radio mi diverte molto, mi trovo molto a mio agio con tempi così stretti. Tutte le esperienze passate di questo tipo sono state sempre carine. La più bella che ho vissuto è legata al mio concerto all’Auditorium Rai Sicilia di Palermo, anche per il percorso articolato dei due mesi precedenti, che ha portato me e la band che mi ha accompagnato su quel palco.

Dove ti piacerebbe vivere?

Sono sinceramente contento di vivere a Marsala, ma non nego che sarebbe interessante vivere occasionalmente a Bologna o a Roma, città che amo particolarmente.

Warco

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