L’intervista a Sara Rogoli

L’intervista a Sara Rogoli

Best Entertainment Intervista Sara Rogoli

Care lettrici e lettori della pagina Interviste di Bestentertainment abbiamo il piacere di presentarvi la condutricce sportiva Sara Rogoli conosciuta tramite Max di Press Europe e volentieri pubblichiamo la sua Intervista, buona lettura…

Ciao Sara, raccontaci un po di te… dove sei nata e dove vivi ora… segno zodiacale…

Ciao a tutti! Sono nata a Brindisi il 9 novembre del 2000, Scorpione: un segno che mi rappresenta in pieno per intensità, introspezione e determinazione. Da tre anni vivo a Campobasso, dove mi sono trasferita per amore. Condivido la mia quotidianità con Stefano, il mio compagno, e con una creaturina che riempie la casa di affetto: il mio gattino Grey. Mentre la mia dolce cagnolina Diana è rimasta con i miei genitori, in Puglia, i quali raggiungo ogni volta che posso per passare del prezioso tempo insieme, nonostante la lontananza.

Descrivi la tua giornata perfetta e cosa fai di bello?

La mia giornata perfetta è quella in cui riesco a tenere insieme tutte le cose che amo. Inizia presto, in redazione a Telemolise: scrivo il telegiornale, conduco un’ edizione serale a settimana e preparo i contenuti per il programma sportivo Molise a Calci, che co-conduco ogni lunedì sera. Dopo pranzo mi alleno: il bodybuilding è per me disciplina, sfogo e identità. Poi studio, perché continuo a formarmi. La sera, quando cala il silenzio, è il momento in cui mi riconnetto con me stessa.

Che rapporto hai con i social? Con la fotografia? Che emozioni provi quando vieni ripresa?

I social per me non sono una vetrina, ma un linguaggio. Uno spazio in cui, se utilizzato con autenticità, si può raccontare la verità di un percorso, non solo il risultato. Credo nel loro valore comunicativo, purché siano strumenti e non maschere. La fotografia ha per me un potere quasi emotivo: riesce a catturare sfumature che spesso le parole non sanno contenere. È una forma di memoria, ma anche di svelamento.

Essere ripresa, che sia davanti a una telecamera o a un obiettivo, è per me un atto di coraggio. Non si tratta solo di mostrarsi: è un processo profondo di riscoperta di sé. Ti mette di fronte a chi sei davvero, a ciò che vuoi trasmettere, a ciò che ancora nascondi. È in quei momenti che si forgia il carattere. Ogni volta che accetto di espormi, scelgo di autodeterminarmi. Di non aspettare che siano gli altri a raccontarmi. È lì che nasce la consapevolezza: nel mettersi in gioco anche quando si ha paura, nel guardarsi con onestà, nel decidere chi si vuole diventare.

Progetti in futuro?

Crescere, sempre. Continuare a lavorare in ambito televisivo e giornalistico, ma soprattutto accrescere la mia consapevolezza culturale e professionale. Vorrei costruire una voce che abbia sostanza e non solo presenza. E magari, un giorno, lasciare un segno. Anche piccolo, ma vero.

Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?

Sono selettiva, intensa, riflessiva. Pretendo tanto da me stessa e non sempre riesco a perdonarmi quando sbaglio. Mi mostro sicura, ma sotto la corazza c’è molta vulnerabilità. Ho un’autonomia emotiva che a volte mi isola, ma allo stesso tempo non riesco a restare indifferente a ciò che amo. Non mi piace elemosinare attenzioni, preferisco i silenzi onesti alle parole vuote. Sono fedele a ciò in cui credo, anche quando mi costa.

Pratichi sport? Hai degli hobby? Film e libro che consiglieresti?

Il bodybuilding è parte di me, ma prima c’è stato il tiro con l’arco, praticato per dieci anni a livello agonistico: uno sport che mi ha insegnato a reggere la pressione, a respirare anche quando tutto trema. Il mio film del cuore è “Via col Vento“, perché parla di una donna complessa, fiera, contraddittoria. Il mio libro guida è “L’arte della guerra” di Sun Tzu, perché insegna che la forza vera è pensata, non urlata. Un libro che condensa insieme strategia, forza mentale e lucidità: elementi che cerco di portare anche nella mia vita.

Cosa ti piace e cosa detesti? Colore preferito?

Mi piace chi riesce ad avere spessore senza doverlo dimostrare. Chi ha pudore e non si mette in mostra a tutti i costi. Detesto la superficialità, l’ego travestito da gentilezza, chi parla solo per occupare spazio. E soprattutto non sopporto l’ostentazione delle doti intellettive, e ancor meno il millantarle. Perché chi è davvero intelligente non ha bisogno di proclamarlo: lo dimostra con l’ascolto, con l’attenzione ai dettagli, con la capacità di dare valore anche al silenzio. L’intelligenza urlata perde credibilità, diventa vetrina, non sostanza. Il mio colore è il celeste: è il mio modo di respirare anche quando intorno è tutto opaco. È leggero ma deciso, come vorrei essere.

Personaggio femminile e maschile che ammiri?

Ammiro profondamente Hedy Lamarr: donna libera, brillante, in anticipo sui tempi. Non solo attrice magnetica, ma inventrice audace. Ha dimostrato che l’intelligenza può essere elegante, e che l’eleganza può essere rivoluzionaria. Come figura maschile, scelgo Robert Greene. Le sue opere sono mappe psicologiche e strategiche, ma vanno ben oltre il potere: parlano di osservazione, di consapevolezza, di intelligenza sottile. Greene ha la capacità di scandagliare la mente umana con una lucidità disarmante. Lo ammiro per la sua capacità di unire profondità e pragmatismo, per il modo in cui trasforma la conoscenza in uno strumento concreto.

Dove ti piacerebbe vivere? Se avessi una bacchetta magica cosa faresti? Viaggeresti nel tempo… oppure…

Mi piacerebbe vivere a New York. È una città che ti mette alla prova, ma ti regala possibilità vere. Se avessi una bacchetta magica fermerei il tempo nei momenti in cui mi sento davvero me stessa. Non tornerei indietro, non cambierei nulla, ma mi concederei il permesso di respirare più a fondo. E magari viaggerei nel tempo solo per ringraziare la me di ieri per non aver mollato.

Sara Rogoli


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