L’intervista a Pietro Pancotto

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L’intervista a Pietro Pancotto

Best Entertainmnet Intervista Pietro Pancotto

Care lettrici e lettori della pagina Interviste di Bestentertainment oggi abbiamo il piacere di presentarvi l’Artista Pietro Pancotto. In passato abbiamo pubblicato una sua Videoclip di opere, il link lo troverete in fondo, dopo aver letto la sua Intervista, buona lettura…

Pietro Pancotto profilo

Ciao Pietro raccontaci un po’ di te, dove sei nato, percorso di studi… fino ad arrivare alla tua professione…

Sono nato a Roma, nel quartiere di Monteverde, dove attualmente vivo. La formazione è scientifica, mi sono laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Dopo una prima esperienza nella ricerca la mia carriera ha subito una significativa sterzata e ho iniziato a lavorare nel marketing. Durante il lockdown, nel marzo del 2020, ho iniziato a dipingere, così per gioco, insieme a mia figlia, una sorta di catarsi per cercare di fuggire all’isolamento forzato. Nasce così il progetto WORDSANDCOLORS. Riverso immagini, dipinti, fotografie nel mio mondo di colori aggiungendovi una terza dimensione, la parola. Cerco di trasferire la pratica di anni di lavoro nel marketing e nella comunicazione nella mia pittura, potenziando attraverso le parole l’esperienza emozionale del quadro.

Pietro Pancotto arte contemporanea

Chi è l’artista che ami di più? Dove prendi l’ispirazione per le tue opere?

Traggo ispirazione dagli artisti della pop art degli anni 50-70, quindi amo le opere di Andy Warhol, Roy Lichtenstein. Amo inoltre il grafitismo di Jean-Michel Basquiat e Banksy per il suo approccio all’arte di strada e le sue opere provocatorie che spesso affrontano questioni sociali e politiche. Per le mie opere traggo ispirazione principalmente dai personaggi della musica, cinema, politica, moda e fumetti che sono diventate iconici non solo per la loro genialità, ma per l’essere rivoluzionarie e mettere in discussione lo status quo.

Pietro Pancotto arte vetrina

Periodo artistico che ami di più?

Il periodo artistico che preferisco è il contemporaneo, o più specificamente, la pop art, emersa negli anni ’50 e ’60 come un movimento artistico che ha celebrato la cultura di massa, gli oggetti e le icone della vita quotidiana, rendendo l’arte più accessibile e rilevante per il mondo contemporaneo. Mi piace molto la street art, ad esempio Banksy, che trasmette messaggi potenti sulle ingiustizie sociali e politiche, sfidando lo status quo e promuovendo la consapevolezza. Molte opere di arte contemporanea inoltre sono spesso esposte in spazi pubblici, rendendo l’arte più accessibile a un pubblico più ampio, cosa che ritengo essenziale.

Pietro Pancotto arte

I tuoi strumenti di lavoro?

Uso prevalentemente la pittura acrilica, colori brillanti e accesi, ma che decoloro in modo da formare una sorta di “texture”. A questo aggiungo la tecnica del collage adoperando ritagli di giornale e immagini che ritocco al pc e che poi stampo. Ultimante, più per divertimento, ho iniziato a realizzare anche delle opere in digitale, ma che ricalcano lo stesso stile delle opere fisiche. Ancora non ho deciso cosa farne… si vedrà!

Pietro Pancotto artista

Dove si possono trovare e acquistare le tue opere?

Al momento alcune sono disponibili presso la Galleria il Melograno (Livorno), la Fondazione Mazzoleni (Alzano Lombardo) e, ovviamente, fino a fine dicembre presso il LaborLab di Lecce. È possibile acquistarle anche contattandomi direttamente tramite instagram o il mio sito www.wordsandcolors.org.

Pietro Pancotto collage

Come sei caratterialmente?

L’indipendenza è una qualità che mi caratterizza, cerco di sfuggire alle convenzioni. Sono creativo e originale, nell’arte come nel lavoro. Inoltre, in un certo qual modo, posso definirmi un ribelle e un idealista, nel senso di sfida dello status quo che di portare cambiamenti positivi. Temi come la giustizia e l’uguaglianza sono importanti per me. Infine, tendo ad essere irrequieto, ad annoiarmi facilmente e ad aver bisogno di continui stimoli ed interessi.

Pietro Pancotto dreams

Credi nei sogni?

Assolutamente credo nei sogni. Li vedo come una fonte inesauribile di ispirazione per la creatività e un motore per fare nuove esperienze. Sono come il combustibile che alimenta la nostra ricerca di conoscenza e avventura. Inoltre, i sogni ci spingono a superare i limiti e a esplorare territori sconosciuti, contribuendo così in modo significativo alla nostra crescita personale. Credere nei sogni è come avere una bussola che ci guida verso nuovi orizzonti di scoperta e realizzazione.

Pietro Pancotto stile

Progetti futuri?

I miei progetti futuri sono quelli di portare avanti la mia arte e ad ampliare le mie conoscenze ed esperienze attraverso collaborazioni con altri artisti e non solo.

Pietro Pancotto

Dove ti piacerebbe vivere?

Mi piacerebbe continuare a vivere a Roma, città che ho cucita sulla mia pelle. Ritengo che Roma sia il luogo ideale per perseguire questa ambizione artistica. Roma, con la sua ricca storia e patrimonio artistico, è una fonte infinita di ispirazione. La città è un museo a cielo aperto, con monumenti storici e opere d’arte in ogni angolo, offrendo una connessione profonda con l’arte e la cultura. Inoltre, la vivace comunità artistica di Roma offre un terreno fertile per lo scambio creativo e la crescita, come ad esempio il Comitato CreAzione di Monteverde di cui faccio parte.

Pietro Pancotto urban art

Se potessi scegliere in quale epoca vorresti visitare?

Come artista di pop art e appassionato di arte contemporanea, l’idea di visitare gli anni ’50 e ’60 potrebbe avere un profondo significato. Gli anni ’50 e ’60 furono l’apice del movimento pop art, con artisti che cambiarono il volto dell’arte, celebrando la cultura di massa e l’immaginario popolare. Vivere in quel periodo avrebbe permesso di essere parte integrante di questa rivoluzione artistica. Gli anni ’50 e ’60 erano caratterizzati, inoltre, da una forte ribellione contro le norme sociali e culturali. Questa atmosfera di ribellione ha ispirato molta arte provocatoria e innovativa, che stava sfidando le convenzioni. Questo è stato un terreno fertile per gli artisti che volevano esplorare nuovi territori creativi. Inoltre i ’60 in particolare furono un periodo di profondi cambiamenti sociali, con movimenti per i diritti civili, il movimento anti-guerra e la rivoluzione sessuale. Questi eventi e le tensioni dell’epoca sono stati spesso rappresentati in modo significativo nell’arte contemporanea, offrendo una piattaforma per l’espressione artistica.

Pietro Pancotto


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