
L’intervista a PEDRA
Best Entertainment Intervista PEDRA
Pedra nasce in un contesto familiare complicato, genitori separati e un padre assente. Scopre la musica molto tardi, all’età di 17 anni, iniziando a fare freestyle con gli amici in giro per la città. Più avanti, con la fine delle scuole superiori, ha cominciato a scrivere, gli dicevano di avere talento e questo lo ha spronato ancora di più, così ha partecipato al Music Club Contest. Dopo aver pubblicato il primo singolo “EMESI”, Pedra ha deciso di allargare i suoi orizzonti sperimentando nuovi generi, conoscendo persone nuove, come Massimo Guidi con il quale ora collabora. Grazie a Gianluca Faliero di Red Blue Music noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…
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Ciao Pedra raccontaci un po di te… dal tuo nome d’arte e quando hai cominciato la tua professione…
Ciao a tutti! Mi chiamo Andrea Palade, in arte Pedra, nato il 23 luglio 2004 a Roma ma cresciuto e Velletri, cresciuto a Velletri si fa per dire anche perchè da quando sono nato ho fatto 13 traslochi, non ho avuto in infanzia bellissima sia per la la mia zituazione familiare che per alcuni miei problemi comportamentali, forse sono stati proprio questi fattori uniti al mio vissuto che mi ha portato a scrivere; poi sfortunatamente ho cominciato molto tardi a scrivere, ora non è nemmeno un anno che scrivo, ho comniciato a strimpellare qualcosa a 17 anni facendo freestyle con i miei amici ma non ero mai riuscito a esprimermi con la musica come ho iniziato a fare ad ottobre del 2023, da lì da quando ho capito che un minimo ci sapevo fare e che non era una passione passeggera mi sono buttato e ho comninciato a fare tutto il possibile per crescere sia musicalmente che personalmente.
Quali sono i tuoi modelli?
I miei modelli sono stati principalmemente Madman e Gemitaiz, partendo da una matrice rap come si può già sentire da “Vabbè”, un brano molto old school dove non c’è un ritornello, ma anche artisti come Lorenzo Fragola, Fasma e Franco 126, infatti si può notare un misto di generi, non è solo rap ma quello che scrivo ha ricevuto influenze artistiche anche da altri generi musicali più melodici.
Parlaci del tuo ultimo singolo…
Questo brano nasce un po per caso, avendolo scritto quando stavo scoprendo questa mia vena artistica che è quella della musica, non c’era un motivo o un progetto dietro che ha fatto sì che io scrivessi questo testo, è stato uno dei miei primi testi in cui ho potuto sperimentare un nuovo stile rispetto a quello che ho sempre fatto, questo è quello che ha rappresentato per me, un cambiamento verso un qualcosa di nuovo, allo stesso tempo parlando di concetti che mi portavo dietro da tempo come le mie esperienze amorose, i contatti con la droga, le mie paure e i miei disagi, tutto in una chiave ironica, come se avessi trovato un nuovo modo per descrivere un qualcosa che già conoscevo, un nuovo punto di vista.
Quale genere di musica ami e ascolti? Parlaci delle tue produzioni…
Io ho sempre ascoltato e apprezzato di tutto, dal rap italiano con cui ho iniziato ad approcciare la musica, al hip pop, alla musica estera come quella americana e negli ultimi 2 anni anche a quella rumena essendo io di origine rumena; questo ha influenzato sicuramente il mio stile, io parto da una matrice rap pichè mi sono affacciato alla musica con questo genere e ho cominciato a farla mia facendo freestyle in giro per la mia città, ma ultimamente mi sto spostando verso un sound più lento, più cantato, anche per un esigenza personale, per esprimere certi concetti rispetto ad altri uso suoni, voci o stili pensati appositamente per quello che voglio esprimere…
Hai degli hobby? Libri o film che consiglieresti?
I miei hobby non sono molti ma sono passioni che ho coltivato negli anni e tengo moltissimo ad ognuno di loro, in particolare ascoltare musica, fare urbex ovvero urbena exploration, esplorazione di posti abbandonati, collezionare Monster, che ormai riempiono la mia camera e ogni tanto faccio qualche terrario, quest’ultima passione non è ben precisa, in realtà a me piace fare tante cose di questo a contatto con la natura, avendo fatto anche gli scout da giovane, se dovessi consigliare un libro sicuramente sceglierei “L’ospite inquietante” di Umberto Galimberti, io non sono un grande amante della lettura e quindi non saprei dare molti consigli sui libri ma questo libro in particolare mi ha colpito molto.
Che sensazioni provi quando ti esibisci? Progetti futuri?
Mi sono esibito poco dal vivo quindi ho ancora molto da imparare, e molta ansia ancora, ma la mia musica è il mio modo di esprimermi, mi sento libero sul palco, mi sento me stesso, spro di tornarci molto presto perchè ho ancora molte cose da fare, ho molti pezzi da chiudere; di progetti futuri ce ne sono molti, con l’accademia artisti che comincierò questo ottobre a Milano che sicuramente mi darà una mano a crescere ancora, tra ovviamente qualche altro pezzo singolo che già è in programma e uno di cui 1 a settembre molto probabilmente ci sarà un mixtape con un altro artista e successivamente un mio album, non so se in quest’ordine ma sono entrambi dei progetti a cui tengo molto.
Come sei caratterialmente? Pregi e Difetti?
Sono una persona abbastanza espansiva, faccio velocemente amicizia se c’è un certo feeling, non ho troppi problemi a stare con persone nuove e condividere il mio tempo e le mie energie, di pregi sicuramente ho che sono una persona che sa ascoltare, o almeno questo mi è stato detto, e che quando ho un obbiettivo importante vado per quella direzione, sono una persona sbadata e spesso dimentico tante cose ma per arrivare fin dove sono arrivato e non si parla solo di musica, con la vita che ho fatto io ho dovuto perseverare per avere certe cose; di difetti invece so che sono una persona logorroica e impulsiva, soprattutto su alcuni argomenti, a volte vado a sbattere contro un muro sapendo di farlo e continuo, e molto spesso faccio troppe cose insieme convincendomi di potercela fare, non chiedendo aiuto, e faccio un macello.
Che cosa ti fa arrabbiare? E cosa ti fa innamorare?
Probabilmete essendo ancora giovane e piccolo perchè anche se ho quasi 20 anni penso di aver vissuto poco per poter definire ancora ciò che voglio nella vita le azioni e le emozioni delle altre persone mi influenzano molto, come dico anche all’interno di “Vabbè” a volte sento la mancanza di un certo tipo di affetto, una persona con cui avere un rapporto più intimo che mi capisca senza dover per forza parlare di cose che non ci interessano, senza parlare o fare qualcosa per riempire uno spazio, questo è quello che mi fa innamorare; la cosa che più in assoluto mii fa arrabbiare è la mancanza di onestà, perchè ognuno può fare le scelte che vuole per se stesso, non deve dare conto a me di una sua scelta ma se tu sai qualcosa di me come magari un sentimento che provo o una mia paura e non curante di ciò agisci calpestando le basi del nostro rapporto per me hai chiuso.
Dove ti piacerebbe vivere? Se avessi una bacchetta magica cosa faresti?
Penso di essere nato con la fortuna di avere una famiglia molto vasta e varia, avendo mio padre che è rumeno e mia nonna materna che è croata ho avuto la possibilità di vedere la Croazia come abitante e non come turista, in Romania non ci sono ancora mai andato ma partirò quest’anno, però di tutti i posti che ho visto sia dal vivo che non, anche pensando a posti esotici e mete turistiche famore come i Caraibi, gli Stati Uniti, il Giappone quando penso a un posto dove mi piacerebbe vivere penso a una baita in un bosco, mi riviene in mente una canzone pensando a ciò che diceva: vieni via, io e te in alaska, col fuoristrada, a ridere dei baffi della gente, vieni via, sei la mia strada, una di quelle buone, tu chiamami stanotte e io vengo da te; se qualcuno mi chiedesse dove mi piacerebbe vivere rispondere così…
PEDRA
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