L’intervista a Pare

L’intervista a Pare

Best Entertainment Intervista a PARE

Pare, al secolo Michele Pasquali, è un rapper e musicista italiano di Forte dei Marmi, in provincia di Lucca. La sua vita è stata fin dall’infanzia profondamente intrecciata alla musica: ha iniziato il suo viaggio artistico studiando pianoforte, per poi passare al clarinetto durante gli anni delle scuole medie. È in questo periodo che scopre e si appassiona al rap, un genere che si rivelerà fondamentale nella sua crescita personale e artistica. Grazie a Elisa Serrani di Music & Media Press, noi di Bestentertainment pubblichiamo la sua Intervista, buona lettura…

Il titolo del tuo nuovo singolo, “Giorni di Pare”, ha una duplice accezione. Puoi spiegarci come riflette sia le tue paranoie che il tuo pseudonimo?

Ho voluto far sì che il me interiore scrivesse e si sfogasse dimostrando soprattutto il perché mi chiami Pare. Per questo il titolo si può leggere in due modi differenti: il primo come giorni di paranoia e il secondo come i giorni di Pare, ovvero i miei.

Nel brano, parli di un “fraseggio interno con le paranoie”. Come sei riuscito a trasformare le tue inquietudini in poesia attraverso la musica?

Semplicemente convivendoci per anni ho imparato a capirmi, da qui il fraseggio interno, e trovando gli argomenti più importanti di cui parlare ho iniziato a scriverne aggiungendoci metafore, modi di dire e detti per arricchire ed avere maggiore impatto sull’ascoltatore.

I testi delle tue canzoni sono molto evocativi e personali. Quanto è importante per te l’autenticità nel rap e nella tua musica in generale?

Tantissimo, per me il rap deve emozionare e raccontare vicende di vita quotidiana in cui chi ascolta può ritrovarsi e non sentirsi solo, dove un brano riesce a migliorare qualcuno o a motivarlo. Per me la vittoria principale è arrivare nel cuore e nell’anima di una persona, il resto è secondario.

Hai menzionato che la musica è l’unica via di salvezza dalle tue paure e incertezze. Puoi raccontarci un momento specifico in cui la musica ti ha aiutato a superare una difficoltà?

Il principale aiuto che mi ha dato la musica è stato il supporto e la “compagnia” durante un mio brutto periodo, non mi ha mai lasciato solo e come dicevo prima, mi ha toccato dentro e mi ha insegnato molto facendo esattamente ciò a cui punto: restare nel cuore di chi mi ascolta.

Le tue liriche includono critiche alla società e alle sue contraddizioni. Quali sono le tematiche sociali che ti stanno più a cuore e che vorresti affrontare nei tuoi prossimi lavori?

Una cosa su cui mi batterò sempre è la libertà delle persone e la mia critica sarà sempre la poca presa di posizione della gente e questa libertà fasulla dataci. Certe volte mi sento proprio chiuso vedendo che altre persone scelgano per la vita di tutti e secondo me non è giusto. Questa non è libertà e io cercherò di farlo capire a chi mi ascolta.

“Giorni di Pare” è nato dai cori del beat che rappresentano le varie paranoie dentro di te. Come si è evoluto il processo creativo per questo singolo rispetto ai tuoi lavori precedenti?

Sinceramente ero partito con altri obiettivi, volevo fare un brano diverso ma durante la creazione del beat, mentre stavamo cercando i cori, ho sentito questi che mi sono piaciuti parecchio e da lì abbiamo ricostruito da zero il tutto creando poi “Giorni di Pare”.

La tua biografia racconta di una decisione audace di lasciare la scuola a 18 anni per dedicarti alla musica. Qual è stato il momento in cui hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?

Era una cosa che volevo fare fin dalle scuole medie dato che suonavo già e ascoltavo musica tutto il giorno tutti i giorni e questa abitudine me la porto dietro tutt’ora, appena ho un momento libero ascolto qualcosa. La mia decisione è iniziata verso la terza liceo, premetto che non ero bravo a scuola, bocciato un anno in seconda, perché non mi ci trovavo infatti durante le ore di lezione scrivevo per ore e ore invece di seguire. Allora in quarta sono arrivato alla conclusione di lasciare per lavorare e usare questi soldi per cercare di avere il futuro artistico che sogno.

Il tuo nuovo singolo invita a confrontarsi con le proprie paure e a non arrendersi. Qual è il messaggio più importante che vuoi trasmettere ai tuoi ascoltatori con “Giorni di Pare”?

Il messaggio principale che voglio dare è quello di diventare forti e non basarsi troppo sull’aiuto delle persone perché, come dico nel ritornello del brano, “tu sminuivi il problema, io mi sentivo affondare” proprio perché molta gente sminuisce i problemi altrui perché non li ha mai vissuti o perché alla fine non gli importa niente lasciandoti affondare pian piano nei propri problemi.

PARE

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