L’intervista a ONI

L’intervista a ONI

Best Entertainment Intervista ONI

Oni, all’anagrafe Alessio Calò, è un cantautore nato a Milano il 27 Dicembre 1999. Diventando padre a soli 17 anni, la sua musica è il riflesso delle sue esperienze, ispirata dalle sfide, dai sogni, dagli obiettivi e dalle conquiste della vita. Nel suo repertorio, Oni esplora con sincerità le complesse sfumature delle emozioni legate ai disturbi dell’umore, in particolare al disturbo borderline e bipolare, offrendo al suo pubblico un’immersione profonda nel suo mondo interiore. Oni si afferma come una delle penne più evocative e della scena pop italiana, un cantautore che non solo racconta storie capaci di toccare le più profonde corde dell’anima, ma che traccia percorsi emotivi in cui molti possono identificarsi. Noto per la sua capacità di trasformare le avversità della vita in musa e musica ispiratrice e con una carriera in continua ascesa, Oni è destinato a lasciare un’impronta indelebile nel mondo della musica, ispirando una nuova generazione di artisti e ascoltatori con la sua voce unica e le sue narrazioni incisive. Grazie a Elisa Serrani di Music & Media Press noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…

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Ciao Oni, raccontaci un po di te. Quando hai iniziato la tua professione?

Ciao a tuttti! Utilizzo la scrittura come strumento di autoanalisi da quando ero in età preadolescenziale e prima di essere professione, è necessità. Questa apparentemente inusuale dualità, è in realtà il risultato di un lungo e ponderato percorso iniziato nel 2016.

Parlaci del tuo nuovo EP, “Labirinto”. Com’è nata l’idea?
“Labirinto” si delinea dopo l’uscita dell’album “Come mi sento” in cui hoù esplorato sfumature del pop raccontando me stesso. Il processo creativo dietro ogni mio brano è tanto banale quanto profondo. «scrivo di come mi sento, mentre ascolto come mi sento». Labirinto prende forma in un periodo di rottura, ho sezionato quel momento, dividendolo in due brani.

Quale genere di musica ami e ascolti?

Spazio dal pop alla musica classica, dal Rock alla musica elettronica. dal cantautorato italiano all’indie, tra sfumature di Urban ed accenni di blues. Con radici Rap intinte nel punk.

Che rapporto hai con i social?

Sono banale fruitore, consumatore ma anche attento osservatore. Mi piace notare gli schemi comunicativi che si creano nelle Echo Chamber e nelle varie community, sperimentando diversi tipi di
interazione, notando come questi generino consenso.

Hai degli hobby?

Mi appassiona la fisica, l’universo ed i suoi complessi processi. Le narrazioni Fantasy, la filosofia, l’attualità, l’etica, l’innovazione tecnologica e le sue possibili implicazioni future.

Libro o film che consiglieresti?

Una delle mie letture preferite, Materia e memoria di Henri Bergson. Ed un sequel con colonna sonora ad opera dei Duft Punk, Tron Legacy.

Che sensazioni provi quando ti esibisci?

Quando salgo sul palco, è adrenalina pura. Le luci intensificano l’atmosfera, e il silenzio della folla è come un’anticipazione elettrica. È un mix di emozioni che va dall’entusiasmo all’ansia, ma una volta che inizia la musica, tutto si fonde in un’unica esperienza intensa. La connessione con il pubblico è il carburante che alimenta ogni nota, creando un momento di puro scambio.

Progetti futuri?

Attualmente sto immerso nella creazione di nuovi brani, esplorando suoni e stili diversi. Sto anche considerando alcune collaborazioni che potrebbero portare la mia musica a nuovi livelli. Anche se non voglio pianificare troppo, c’è l’entusiasmo di esplorare territori musicali inesplorati.

Quali sono i tuoi modelli?

La mia playlist è un mix eterogeneo, spaziando da Bach a Duft Punk, da pop a punk. Trovo ispirazione ovunque ci siano buone vibrazioni sonore. Non mi limito a un genere specifico, perché credo che la diversità musicale sia la chiave per una creatività autentica.

La persona che ti ha sempre sostenuto?

Mio padre è stato la mia ancora di sostegno costante. Un amico che ha condiviso con me le vittorie e ha fornito supporto nei momenti difficili della mia carriera musicale. Senza di lui, il viaggio sarebbe stato molto più impegnativo.

Dove ti piacerebbe vivere?

Non ho un luogo specifico in mente, ma cerco un posto che offra tranquillità e ispirazione. Forse una casa in una zona meno caotica, dove posso concentrarmi sulla mia musica. L’importante è avere un ambiente che favorisca la creatività e la serenità.

Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?

Sicuramente non mi addentrerei in questioni da favola, ma punterei la mia bacchetta verso l’essenza della moralità umana. Desidererei diffondere un po più di empatia nel mondo, eliminare pregiudizi e promuovere la gentilezza. Fare in modo che ognuno di noi si renda conto del potenziale positivo che può apportare nella vita degli altri. La magia che conta di più è quella che risiede nei piccoli gesti di bontà quotidiana.

ONI

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