L’intervista a Occhic

L’intervista a Occhic

Best Entertainment Intervista OCCHIC

Occhic, al secolo Alessandro Federico D’Elia, nasce ad Ozieri, in provincia di Sassari, nel 1992. Sin da piccolo, la sua passione per la musica lo porta a suonare diversi brani ad orecchio con la pianola. La sua formazione musicale prende il via tra il 2005 e il 2006 con lo studio di pianoforte e solfeggio presso l’accademia “Per Elisa”, dove inizia anche a calcare i primi palchi. La sua carriera riceve una svolta significativa nel 2017, anno in cui si guadagna la semifinale ad Area Sanremo. Ritorna sullo stesso palco l’anno seguente con l’inedito “Amore sposami”, confermando la sua presenza tra i semifinalisti nazionali del noto concorso. Oltre alla musica, Occhic esprime la sua vena artistica attraverso la realizzazione di un cortometraggio sul tema dell’alcol alla guida, dimostrando una sensibilità particolare per le questioni sociali. Grazie a Elisa Serrani di Music & Media Press noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…

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Ciao Occhic, raccontaci un po di te. Quando hai iniziato la tua professione?

Innanzitutto, salve a tutti! Ma, in realtà credo che parlare di professione forse è un po esagerato al momento, però sto lavorando affinché lo diventi, il mio obiettivo, almeno teoricamente, è proprio quello. Ma la strada della musica è piena di ostacoli, si sa Ad ogni modo, a scrivere brani ho iniziato qualche anno fa, forse un po’ tardi, ma ho sempre avuto la necessità di comunicare attraverso la musica ciò che non riesco a dire di persona, a parole.

Parlaci del tuo nuovo singolo, “Sangue nelle Mani”. Com’è nata l’idea?

Correva l’anno 2022, e io ero alla ricerca di un qualcosa da buttare giù per un concorso che si fa ogni anno, che sensibilizza sulla violenza di genere, infatti volevo presentarlo quest’anno. Avevo iniziato a scrivere una prima bozza ma non mi convinceva, allora ho provato a scrivere e riscrivere finché non ero sicuro che mi soddisfacesse pienamente. Per regolamento, non posso cantare con la base sotto e quindi dovevo per forza farmi accompagnare dal vivo con dei musicisti, ma il tempo era molto scarso per potermi organizzare e così alla fine ho rinunciato. Poi è successo il tragico caso Cecchetin-Turetta e li ho pensato: “Facciamo uscire il brano, nella speranza che possa sensibilizzare sul tema“. Non avevo ancora i master del disco, uscito da poco (19 Aprile per Visory Records) e quindi avevo pubblicato solo la versione mixata. E alla fine è piaciuta nonostante tutto, di questo sono contento.

Quale genere di musica ami e ascolti?

Ascolto un po di tutto! Quindi diciamo che non ho nessun tipo di preclusione… Tranne per il Raggeton quel genere lì non mi fa propri particolarmente impazzire, però non per questo automaticamente devo disprezzare quelli a cui piace. Alla fine è solo una questione di gusti, no? Sono ancorato dell’idea che il vecchio non muore mai: ovvero le canzoni di una volta, i classici evergreen li riascolterai sempre e rimarranno in eterno. Chi fa musica adesso, fa magari un certo periodo di successo, e poi magari dopo un po scompare e non si sa più nulla. A me particolarmente piacciono tantissimo: De Andrè, Cremonini, Lucio Dalla, Mannarino, Mengoni se vogliamo parlare di cantautori, ma ce ne sono tantissimi in realtà. Poi dell’epoca moderna sono da sempre un fan di Caparezza, degli Articolo31, e dei Muse.

Che rapporto hai con i social?

Un po complicato, li uso prevalentemente per motivi artistici, se devo promuovere qualche uscita discografica o altro, insomma. Ma vedo poca interazione, spesso si limitano a vedere la storia, lasciano il like e commenti molti pochi. Se io dico: è uscito il video del mio nuovo singolo, è uscito il mio disco e lascio il link nelle stories o in bio, ho la percezione (tra me e me) che spesso scrollino per andare alla stories successiva, e che manco aprano il link. Un po’ come dire: “perché dovrei ascoltare la tua musica, se manco sei famoso e non so chi sei?! “

Hai degli hobby?

Certo, come tutti: mi piace uscire , leggere, guardare una serie tv o un film (meglio se al cinema) e vedere qualche concerto/spettacolo.

Libro che consiglieresti?

“L’Ingannevole Paura di non essere All’altezza” e…“Un intimo distacco” di Roberta Milanese e Marco Rocco.

Che sensazioni provi quando ti esibisci?

È come se fossi totalmente su un altro pianeta, penso solamente a fare quello che devo fare senza pressioni o altro. Forse mi preoccupa il giudizio delle persone ma se fai Musica è anche normale. Se sbagli l’unica persona con cui puoi prendertela sei solamente te stesso e nessuno all’infuori di te, tranne forse chi ti produce, può dirti nulla, perché vuol dire che forse se hai sbagliato c’era qualcosa da rivedere, da correggere.

Progetti futuri?

Mi piacerebbe molto avere dei contatti con qualche Booking manager, qualcuno che si occupi di organizzare concerti, perché purtroppo qui in Sardegna riuscire a farsi conoscere è abbastanza difficile e se vuoi farti notare devi per forza uscire fuori dall’isola, cosa per noi abbastanza complicata anche per via dei collegamenti aerei e marittimi.

Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?

Molto introverso, insicuro… ho molta difficoltà a relazionarmi con gli altri e in particolare con le donne. Si potrebbe quasi pensare che io non sia propenso a fare il cosiddetto primo passo ma non è assolutamente così. È che faccio proprio fatica ad approcciarmi, non saprei come impostare un discorso, da dove iniziare e magari tempo non tanto il rifiuto ma il giudizio della persona in quel momento. (Oh mio Dio, un altro che ci vuole provare, es).

Quali sono i tuoi modelli?

In particolare Faber (De Andrè).

La persona che ti ha sempre sostenuto?

Amici e Famiglia.

Dove ti piacerebbe vivere?

In una città che sia abbastanza tranquilla, ma comunque in Italia.

Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?

Cercherei di aiutare qualsiasi cantante emergente a farsi strada in questo mondo.

OCCHIC

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