
L’intervista a Cappie
Best Entertainment Intervista Cappie
Batterie esplosive, bassi distorti e chitarre che diventano un muro di suono: è su questa base che Cappie costruisce melodie dirette e testi introspettivi, lo sguardo disilluso ma ancora affamato di un “non-più-adolescente”. Il suo mondo è un mix che parte dal pop-punk anni ’90 californiano e si contamina con grunge, emo e alternative rock, riportati nella lingua italiana con urgenza e sincerità. Grazie a Morgana Garcia dell’ufficio stampa Conza, noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere l’Intervista di Cappie, buona lettura…
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Ciao Mauro, puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo percorso musicale?
Ciao a tutti! Sono Mauro e sono nato in un paesino in provincia di Bari. Ho frequentato le scuole a Bari e lì ho iniziato a fare musica, a 14 anni con i miei amici ho messo su una band per suonare cover dei Green Day. Con il passare del tempo, abbiamo iniziato a scrivere inediti e suonare quanto più possibile nei locali e nei pub di Bari e dintorni, partecipando a contest vincendone anche qualcuno. L’obiettivo è sempre stato quello di divertirci e passare del tempo insieme, e questa cosa continua anche adesso con la band con cui porto live il progetto.
Puoi parlarci del tuo ultimo EP e del suo significato?
L’ultimo EP si chiama “Come Sarebbe Se Cambiassimo Il Passato”: è una raccolta di idee ed emozioni degli ultimi due anni. Sono canzoni che mi hanno accompagnato nel trasferimento da Bari a Milano, con tutti i cambiamenti che questo ha portato con sé. È un EP molto contemplativo e introspettivo, vuole essere quasi una pagina di diario.
Quali sono i tuoi modelli musicali e le tue influenze?
I miei modelli a livello musicale sono sicuramente i Green Day per “anzianità di servizio”: sono una band che da ragazzino ho studiato e ascoltato allo sfinimento, e anche nell’approccio al live li tengo sempre come modello. Amo e ascolto punk e alternative rock principalmente, ma mi lascio influenzare da tanti generi. Alla base di tutto ci sono le sensazioni che mi portano le canzoni che
ascolto; se c’è una connessione poco importa il genere.
Che rapporto hai con i social e come li utilizzi?
Con i social ho un buon rapporto: li utilizzo per restare connesso con le persone che conosco e con il resto del mondo. Devo dire che a volte mi perdo in ore e ore di doom scrolling, ma fortunatamente non ne sono dipendente.
Quali sono i tuoi hobby oltre alla musica?
Il mio hobby principale è la produzione musicale: quando ho tempo produco musica, non necessariamente per il mio progetto, anzi. Un altro grande hobby è la liuteria: ho costruito due chitarre e un basso, ma purtroppo i ritmi e gli spazi della vita in città non mi permettono di coltivarlo a pieno.
Hai un film che consiglieresti?
Un film che consiglierei, stranamente al passo coi tempi nonostante sia uscito 12 anni fa, è “Her” con Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson. È un film bellissimo sia a livello di trama, che di
messaggio, che di fotografia. Un classicone, insomma.
Cosa significa per te il live e come ti rapporti con il palco?
Nel live trovo un po la mia dimensione: lascio andare tutto ciò che c’è fuori dal palco e sono lì in quel momento a divertirmi e a esprimere una parte di me che normalmente non viene fuori.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Nei progetti futuri c’è tanta musica: stiamo lavorando con la band a pezzi nuovi che, forse, confluiranno in un album. Staremo a vedere!
Come descriveresti il tuo carattere?
Caratterialmente sono molto testardo, ma tendo ad essere una persona molto empatica, quindi la mia testardaggine di solito non sovrasta gli altri, almeno spero! Mi piace definirmi una persona solare, mi piace prendere la vita con leggerezza, c’è sempre un motivo per sorridere alla fine, anche quando tutto va male.
Qual è stata l’esperienza più bella della tua vita finora?
È difficile da dire. Sono abbastanza fortunato da aver girato molto, conosciuto bellissime persone e visto tante cose diverse. Sicuramente mi è sempre stata vicino
la mia famiglia, il che mi ha sempre aiutato a trovare lo slancio per fare tante cose.
Se avessi una bacchetta magica, cosa cambieresti della tua città natale?
Rendere Bari una città dove si può vivere di arte e di musica, in modo da non dovermene andare. Amo la mia città e, per quanto mi trovi bene a Milano, casa è sempre casa.
Cappie
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