L’intervista a Alessandra Nepa

L’intervista a Alessandra Nepa

Best Entertainment Intervista Alessandra Nepa

Care lettrice e lettori della pagina Interviste di Bestentertainment abbiamo il piacere di presentarvi Alessandra Nepa, fotomodella e scrittrice. Ha pubblicato di recente una raccolta di poesia Fili d’erba sotto le dita. Per lei ogni poesia è un rifugio, un luogo in cui ritrovare la bellezza dell’essenziale… qui sotto la sua intervista, buona lettura…

Ciao Alessandra, parlaci un po di te. Come stai in questo momento?

Ciao a tutti, è un periodo in cui mi sento molto entusiasta per l’uscita della mia seconda raccolta di poesie “Fili d’erba sotto le dita” (Edito da Jacopo Lupi). É un progetto in cui credo molto e in cui ho investito tante energie e tutta la mia emotività. Come anticipato da ciò, nella vita mi occupo di scrittura principalmente, mi piace trasmettere emozioni attraverso le parole. Nel futuro, mi piacerebbe diventare insegnante, sono laureata magistrale in Filologia, Linguistica e Tradizioni Letterarie e sto continuando a formarmi.

Inoltre, da qualche anno, ho scoperto la fotografia, un modo di esprimermi che mi dà anche diverse soddisfazioni in ambito lavorativo, dato che con molti dei miei ritratti hanno partecipato a mostre ed hanno vinto concorsi fotografici. Vuol dire che qualcosa di me che va oltre la semplice visione, arriva e questo mi fa davvero piacere.

Che rapporto hai con i social? Con la fotografia?

Con i social sicuramente non ho un rapporto morboso. Non li uso per mostrare maniacalmente ogni aspetto della mia vita e della mia giornata. Penso si sia perso il valore della riservatezza che è ben legato alla capacità di saper vivere nel profondo ogni esperienza ed ogni emozione. Li uso principalmente per condividere, appunto, i miei lavori nell’ambito fotografico e notizie sui miei libri. La fotografia non è stata cercata. Mi hanno scritto, appunto, via social se mi interessasse posare ed io mi sono messa in gioco. Onestamente, all’inizio non pensavo mi piacesse così tanto, ma ho scoperto un nuovo modo per dare volto ad una qualche emozione, ad una malinconia che mi appartiene e non mi spaventa. Non a caso, pur facendo diversi generi fotografici, il mio preferito resta il ritratto emotivo in cui cerco di trasporre anche un po’ del mio mondo poetico.

Sei appassionata di scrittura. Qual è l’esperienza più bella fatta finora, in questo ambito?

Sicuramente la poesia è una parte di me viva ed autentica. Penso ai primi concorsi poetici che ho vinto o al saggio delle elementari in cui, piccola e sorridente, recitavo una delle mie prime poesie. Ecco, mi torna in mente l’immagine di quella bambina con il vestitino e i ricci e mi emoziono. Di esperienze belle ne ho fatte tante: il lavoro da Caporedattrice per il giornale universitario di Bergamo, la giurata letteraria per un concorso di scrittura creativa, lo stage in una casa editrice, la prima volta che ho tenuto tra le mani il mio primo libro “Melodie Notturne” ed altre. Il ricordo più bello, aldilà di queste esperienze ufficiali diciamo, è un insieme dei momenti in cui prendo qualche appunto, osservando il quotidiano e rapportandolo, poi, alla mia dimensione interiore, più umana e vulnerabile. Per me, quel singolo attimo in cui la realtà al di fuori mi parla di qualcosa che ho dentro è, ogni volta, l’esperienza più bella.

Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?

Sono una persona terribilmente trasparente. Nel senso che, nel bene e nel male, quello che provo e sento per una persona si vede. Non riesco a fingere una simpatia, se non c’è. Non riesco a nascondere un sentimento, se c’è. Sono sempre stata empatica, quindi intuitiva e sensibile. La sensibilità a volte è un pregio, tante altre è un difetto perché ti espone di più a diverse sofferenze. Sto imparando a diventare più leggera, sotto questo punto di vista. Sicuramente, dopo diverse prove affrontate nella vita, posso ritenermi una donna forte e, in alcuni momenti, questa forza può tramutarsi in rigida autocritica. É un discorso che ha a che fare sempre con la conquista della leggerezza. É un percorso. Ci vorrà tempo.

Film e libri che consiglieresti?

Un libro che amo è “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci. É uno dei pochi libri che ho letto e riletto più volte. Tra i miei preferiti, ci sono anche “L’amante” di Marguerite Duras e i racconti di Raymond Carver. Mi piacerebbe consigliare più che film, le interviste reperibili online di Alda Merini, lei mi incanta ed è capace con quel tono di voce, con quella verità che le appartiene, di farmi accogliere anche un momento di tristezza, come se fosse una nuova occasione per conoscere qualcosa di più profondo della realtà.

Che cosa ti fa arrabbiare e cosa ti fa innamorare?

La stranezza mi attrae, mi piace chi vive genuinamente, chi riconosce una fragilità senza giudicarla. Mi fa innamorare qualcosa di particolare che noto soltanto io. Mi fa arrabbiare la banalità. Ed anche la gente che pensa di poter abusare della bontà altrui.

Personaggio femminile o maschile che ammiri?

Ammiro tantissimo, restando in ambito letterario, la scrittrice Donatella Di Pietrantonio, abruzzese come me. Il personaggio maschile che ammiro di più, in assoluto, è Motaz Azaiza, un giovane fotoreporter che ha registrato con coraggio le immagini più crude e, purtroppo, reali della strage di Gaza.

Se avessi una bacchetta magica cosa faresti?

Sinceramente, mi piacerebbe tantissimo veder realizzarsi gli obiettivi per cui lavoro e faccio sacrifici, da anni. Chi intraprende la strada per l’insegnamento sa benissimo che non è facile, soprattutto quando si cammina solo e soltanto con le proprie gambe. Mi piacerebbe vedere tutto il mio costante impegno, ripagato. Ma so bene che una bacchetta magica, serve a poco in questo. La magia la lascio nelle mie poesie e nel sorriso che nasce spontaneo quando chi mi legge, mi racconta che le mie parole lo hanno emozionato.

Alessandra Nepa


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