
Intervista a Donatella Bellicchi
DONATELLA BELLICCHI, IL MIO OCCHIO RACCONTA LA SENSUALITA’
La fotografia è diventata il suo strumento per raccontare la sensualità, il mezzo che ha scelto per trasmettere la femminilità che è in tutte le donne. Da fotomodella a fotografa, il passaggio è stato quasi naturale. D’altronde, Donatella Bellicchi è un’esteta per natura, un’amante di ciò che è bello, elegante, curato. Spesso è lei la protagonista sotto i riflettori, un’esperienza che l’ha convinta a vivere l’esperienza dall’altra parte della barricata. Così, armata della sua reflex di fiducia, è lei che immortala ragazze bellissime in luoghi da favola, è lei che rende eterno uno sguardo, un sorriso, un ammiccamento. I suoi scatti hanno arricchito il suo sito internet (www.donatellabellicchi.it) ed oggi la sezione “Io fotografa” è destinata a prendere sempre più piede.
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“La fotografia è arte, è istinto, è magia, è il tempo che si ferma – racconta Donatella Bellicchi, milanese nello spirito e nell’anima, una di quelle donne a cui è impossibile chiedere di restare ferme – raccontare la sensualità vedendola tramite un obiettivo è qualcosa di autenticamente sublime, che dà valore alla femminilità, che restituisce alla donna il suo ruolo di femme fatale”. Insomma, la voglia di crescere non le manca e il ruolo di fotografa l’ha portata in luoghi da favola. Portofino, la Versilia, le Cinque Terre, tutti luoghi dove ha unito la bellezza del paesaggio a quella delle protagoniste dei suoi scatti.
Ormai la macchina fotografia è diventata la tua compagna di viaggio…
Proprio così, non posso muovermi senza! Adoro fare fotografie, a patto che siano belle e raccontino qualcosa di mai banale. Ho seguito un corso, mi sono specializzata, ho approfondito le mie competenze. Realizzare una foto mal fatta è come sporcare una tela bianca, è come rovinare una statua già levigata. La fotografia è un’arte troppo preziosa per maltrattarla come qualcuno fa.
Con la fotografia hai un feeling speciale?
Semplicemente, la interpreto come un modo per eternizzare se stessi, le proprie emozioni, i propri sentimenti. La fotografia è l’attimo che diventa unico e per sempre. Ecco perché ho voluto entrare in questo mondo, dove un corpo è solo uno degli aspetti di un’immagine. Chi guarda con occhio attento, sforzandosi di andare oltre l’apparenza, sa apprezzare i dettagli. E, nella vita, sono i particolari a fare la differenza.
Come ci si sente nei panni della fotografa?
Avete presente il pittore con in mano la tavolozza dei colori? Ecco, il pennello si trasforma in una macchina fotografia e la responsabilità ricade… su chi preme il clic! Certo, la fotografia è anche costruzione di significato ed è straordinario poter essere uno strumento per sprigionare la sensualità delle fotomodelle. È al tempo stesso un ruolo di prestigio ma anche di responsabilità. Una fotografia mal pensata o mal fatta rischia di causare equivoci difficilmente risolvibili. Non si può sbagliare…
Come si vive il doppio ruolo di fotomodella e fotografa?
Con la consapevolezza che si tratta di un doppio ruolo… e di conseguenza si vivono momenti di protagonismo differenti! La fotomodella ha il diritto di sentirsi protagonista sul set, desiderata e centrale nel suo ruolo. Alla fotografa compete l’arte del racconto di questa sensualità.
Insomma, hai tutta l’intenzione di voler proseguire su questa strada?
Ho l’intenzione di volerla approfondire, di voler studiare per far sempre meglio, di continuare ad essere con i miei occhi un modo per dare la possibilità alle fotomodelle di esprimere la loro immagine. Desidero solo questo, ma lo desidero fortemente.
Donatella Bellicchi
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