
Acqua Distillata canta Ribaltavapori:
“Volume Uno + Due”: un viaggio sinfonico nella canzone d’autore e una riflessione sulla società contemporanea
L’album disponibile dal 7 novembre su tutte le piattaforme digitali
Dumba Dischi presenta “Acqua Distillata canta Ribaltavapori – Volume Uno + Due”, capitolo conclusivo della collaborazione tra Acqua Distillata e Ribaltavapori in uscita su tutte le piattaforme digitali il 7 novembre. L’album, suddiviso in due volumi e anticipato dall’uscita del primo lato “Volume Uno” (maggio 2025), rappresenta un viaggio musicale nel mondo della canzone d’autore, ispirato ai toni degli anni ’60 e arricchito da arrangiamenti orchestrali.
Scritto interamente da Ribaltavapori e co-prodotto con Alessandro Giorgiutti (Sesto), si configura come un concept che esplora tematiche di attualità come l’inquinamento, lo spreco e il surriscaldamento globale, invitando l’ascoltatore a una riflessione profonda sulla società contemporanea.
ASCOLTA L’ALBUM: https://bfan.link/dumbadischi-
“In un mondo in cui tutti urlano, ho pensato che per trasmettere un messaggio disperato come non mai ci fosse bisogno di dolcezza. Così, affidare queste canzoni alla voce unica di Acqua Distillata è stata una scelta naturale, quasi inevitabile”. – Ribaltavapori.
Il progetto nasce da un’esigenza profonda e dal rifiuto di adeguarsi al rumore incessante del nostro tempo. La scelta musicale e stilistica riflette questa sensazione di estraneità verso il presente influenzato dall’ascolto della musica sinfonica di epoche precedenti al 1900 che ha ispirato un ritorno alle radici, un bisogno di autenticità: solo strumenti acustici, suoni che avrebbero potuto esistere anche prima del secolo scorso. Il risultato è un’opera che guarda al passato per raccontare il presente, una resistenza silenziosa al rumore del mondo. Una voce sommessa che, forse proprio per questo, riesce a farsi ascoltare.
Le parole di questo disco sono come lame affilate, pronte a squarciare l’ipocrisia e il menefreghismo di una società sempre più difficile da sopportare. Eppure, l’obiettivo non è quello di cambiare il mondo – non c’è più tempo per questo, e l’autore non ha la presunzione di avere soluzioni. Se c’è un messaggio nascosto tra le note e i versi, è questo: “anche nel caos e nella brutalità che ci circondano, esiste un luogo sicuro – un rifugio fatto d’amore”. L’amore, in tutte le sue forme – per un amico, un compagno, un genitore – è l’unica risposta a un mondo malato, un’ancora di salvezza che, per quanto semplice, rimane essenziale.
CREDITS
Voce: Lucia Gatto
Batteria e percussioni: Alessio Ghezzi
Basso: Francesco Candura
Chitarra classica: Antonio Uras
Pianoforte: Antonio Uras
Vìolini e viole: Lucy Passante Spaccapietra
Violoncelli: Alice Micol Moro
Contrabbasso: Enrico Apostoli
Flauti: Alice Porro
Trombe e flicorni: Giacomo Ricardi Di Netro
Tromboni: Maximiliano Ravanello
Voci cori: Stefania Scropetta, Angelo Mallardo e Alessandro Giorgiutti
Prodotto da: Alessandro Giorgiutti (Sesto) e Antonio Uras (Ribaltavapori)
Scritto e arrangiato da: Antonio Uras (Ribaltavapori)
Fotografie e grafiche: Marcello Della Puppa
TRACKLIST
Volume Uno
1. Passerà
2. Gaia
3. Hale-Bopp
4. Livella
Volume Due
5. Il mercato degli abbagli
6. Selvatica
7. Sonnambula
8. Rimani
DESCRIZIONE TRACK BY TRACK
Passerà: è un vero e proprio intro, un accompagnamento dove all’ascoltatore è lasciata già immaginare quale “colore” potrà avere il resto del disco. La musica è influenzata principalmente dalle sinfonie del tardo 800’ e da Morricone. Il testo parla della ciclicità del tempo e di come tutto prima o poi passa, fortunatamente anche le cose più negative.
Gaia: “Gaia” non è un nome, né un volto: Gaia è la Terra stessa, il nostro fragile e splendido pianeta. Attraverso una melodia che accarezza e coinvolge, la canzone racconta come l’amore per una persona possa diventare rifugio, un luogo sicuro dove abbandonare i pensieri più cupi. Tuttavia, in quel dolce oblio si nasconde un sottile monito: il rischio di dimenticare che la nostra casa – il mondo – è in difficoltà.
Hale-Bopp: è la naturale continuazione di “Gaia”. È un momento di distrazione – “a distrarmi è il tuo sorriso” – di pausa dai pensieri negativi e drammatici di questo mondo, lasciando spazio solamente a pensieri positivi e d’amore che un innamorata/o può provare per l’amata/o.
Livella: prende il nome dalla celebre poesia di Totò, in cui la morte diventa la grande livellatrice: annulla le differenze, le ipocrisie e tutto ciò che ci separa, riportandoci alla nostra essenza più semplice e uguale.
Il mercato degli abbagli: un autentico flusso di coscienza in cui viene riversato tutto il senso di rabbia contro un’industria musicale fatta spesso di atteggiamenti e luoghi privi di autenticità. A ciò si unisce un’insofferenza verso l’ipocrisia del nostro tempo, fatta di hamburger vegani e spazzolini in bambù, simboli di una superficialità che indossa la maschera della coscienza etica. Tuttavia, la canzone trova il suo equilibrio in un’unica certezza: l’amore per una persona capace di salvarci dai pensieri più oscuri, un rifugio in mezzo al caos, una luce che ci permette di resistere.
Selvatica: una dichiarazione d’amore velata e vibrante per Trieste. Una città che vive di contrasti, bellezze nascoste e complessità, come un’anima ribelle e affascinante che non si lascia mai afferrare del tutto.
Sonnambula: collegata a “Selvatica”, come tutto il resto del disco riprende il discorso da dove l’avevamo lasciato: un sogno. La protagonista in questione si sta per svegliare ma non è un classico risveglio, bensì un risveglio parziale, appunto trattasi di una “sonnambula”. Dietro l’allegria e l’apparente spensieratezza del brano si nascondono vite lobotomizzate, automatismi giornalieri privi di emozioni e routine massacranti.
Rimani: è una sorta di cerchio che si chiude, che vuole lasciare fuori appositamente tutte le cose futili, superficiali e tossiche della vita come la cattiveria, la violenza e la stupidità. Cosa rimane? Il ricordo di un amico, di un amore, di un genitore o di un nonno: per me è questo che rimane.
CHI SONO RIBALTAVAPORI E ACQUA DISTILLATA?
La Penna di Ribaltavapori
Antonio Uras, noto come Ribaltavapori, è un cantautore e compositore dalla duplice anima sarda e catalana. Vive a Trieste da diversi anni, una città che, pur non essendo la sua terra natale, ne riflette l’essenza di confine e di apertura al mondo. Le sue composizioni sono intrise della bellezza e delle contraddizioni di questi luoghi: la terra e il mare, le emozioni che emergono come colline dal piatto orizzonte dei campi, e i pensieri che si librano in bilico tra i moli e le nebbie del porto, tra i pontoni-gru che si intravedono all’orizzonte. La sua scrittura evoca immagini potenti e suggestive, come frammenti di vita sospesi tra cielo e mare.
Contatti:
L’Universo di Acqua Distillata
Acqua Distillata, con il suo approccio delicato e quasi ingenuo, compone canzoni intime e minimali, che intrecciano frammenti di vita quotidiana, piccoli malumori e semplici gioie. Le sue melodie sono come racconti sussurrati, letti nell’aroma del caffè o trovati nelle pagine ingiallite delle fiabe dei fratelli Grimm. La sua musica crea atmosfere oniriche e sfocate, offrendo all’ascoltatore un rifugio dal frastuono quotidiano, come un riparo sotto il portico durante un temporale estivo. I suoi testi, delicati e profondi, sono messaggi custoditi in bottiglie da lasciare alla deriva nel vasto mare delle emozioni.

