
L’intervista a Eric Mormile
Best Entertainment Intervista Eric Mormile
Eric Mormile, all’anagrafe Enrico Mormile, è un cantautore, polistrumentista, compositore e insegnante di educazione musicale nato a Napoli il 3 Aprile 1994. Diplomato al Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella in ‘’Musica Corale e Direzione di Coro’’, nel 2023 approda sui digital store con “Quanta Luce”, ‘’Nun Pozzo Cchiù Guarì’’, ‘’Anema ‘e Lione’’ e ‘’Angele ‘e Cera’’, quattro singoli apripista del disco d’esordio ‘’Quanta Luce’’, uscito nel Settembre dello stesso anno. In ambito musicale è apparso spesso in diversi programmi televisivi locali (Onda Azzurra Stadio su Telecapri, Domenica sulla Luna e The Anchorman Show su Tv Luna) e nazionali (A Conti Fatti, Palermo Chiama Italia, TG2 Dossier sulla Rai e Mattina con Noi su Cusano Italia TV). Grazie a Elisa Serrani di Music & Media Press, noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…
Video
Ciao Eric, potresti raccontarci cosa ti ha ispirato a creare “Figlie d’ ‘a Fonte d’ ‘e Suone” come è nata l’idea per questo brano?
Ero a Ischia alla fine dell’estate del 2020. Non era ancora neanche uscito il mio primo album, per quanto fosse già pronto, e iniziai a pensare a cosa mi sarebbe piaciuto scrivere per il secondo. Così cominciai a buttare giù tutta una serie di demo chitarra e voce, prive di parole e con i soli vocalizzi per fissare le melodie. Non ci volle molto però perché cominciassi a scrivere anche i testi, e Figlie fu una delle prime canzoni completate per il nuovo corso. Volevo fortemente scrivere del significato che la musica ha nel mio percorso di vita e l’unico modo che avevo per farlo era parlarne riferendomi ad essa come ad una forza unitaria, più potente di qualsiasi tipo di parametro universale (odio e amore) e più di ogni credo inventato dall’uomo. Nel testo utilizzo spesso il soggetto sottinteso ‘’noi’’, questo per rispettare il concetto di base musica = unione. Da questo punto di vista, considerando quante amicizie fa nascere e quanto pone in armonia e collaborazione le persone, si può dire che la musica è sempre un noi.
Il brano supera i cinque minuti, una scelta non comune nel panorama musicale moderno. Qual è stata la motivazione dietro questa decisione e come pensi che influenzi l’esperienza dell’ascoltatore?
In realtà inizialmente sono rimasto sorpreso anche io della durata del brano. Non è tipico per me scrivere qualcosa di superiore ai quattro minuti, poiché generalmente cerco di riassumere un po’ tutto dal punto di vista musicale prendendo solo quelle libertà necessarie ad elevare i brani (soli di chitarra, tastiera ecc.). Resomi conto della durata ho quindi deciso di pubblicare
questa canzone come singolo per fare qualcosa in controtendenza, so che molte persone come me riescono ancora ad “accettare la sfida” e apprezzare qualcosa di diverso dai brevissimi tormentoni privi di contenuto testuale.
“Figlie d’ ‘a Fonte d’ ‘e Suone” parla di unione e condivisione. Potresti espandere su come queste tematiche si riflettono nella composizione del brano e nella scelta dei collaboratori?
Come precedentemente accennato, la musica è trattata qui come una questione di “noi”, e la cosa più divertente è che in fase di scrittura è venuto naturale parlarne così, senza nemmeno doverci troppo riflettere sopra. La riflessione sulle parole è venuta dopo, ed è proprio questa che mi ha spinto a dire ‘’qui parlo al plurale, perché non coinvolgere altre persone?’’. A quel punto il mio pensiero è andato immediatamente a tutti quegli amici stretti che ho conosciuto tramite la musica e che ho voluto fortemente a cantare con me su questo brano. Amici come Giuseppe Toscano e Attilio Apa, con cui ho condiviso l’esperienza N Sound con tanto di terzo posto al Festival di Napoli New Generation 2018, Milena Setola, con cui attualmente suono al programma Onda Azzurra Stadio su Telecapri, e Giusy Lo Sapio, musicista incredibile, che mi piacerebbe produrre in futuro, conosciuta tramite amici comuni di lunga data.
Durante la scrittura e la registrazione del brano, ci sono stati momenti o aneddoti particolari che ti hanno colpito o che ritieni fondamentali per il processo creativo?
Ricordo esattamente la sensazione che ho provato ascoltando per la prima volta la demo completa nella parte dell’ultimo ritornello. Penso di aver letteralmente avuto i brividi e di aver pensato ‘’questa è davvero potente’’. Altre sensazioni che ricordo sono quelle di puro ‘’piacere acustico’’ ogni volta che ho ascoltato i miei amici incidere le loro parti vocali. Li ho scelti perché sono persone a me care, ma anche perché potrei ascoltarli cantare la lista della spesa e lo troverei sempre e comunque un piacere per le orecchie. Credo che dal video di Michele De Angelis e dalle foto di Diana De Luca delle sessioni di incisione si possa notare anche il mio compiacimento nel sentirli cantare e accompagnare le loro voci.
Come descriveresti l’evoluzione del tuo stile musicale con l’introduzione di questo singolo rispetto ai tuoi lavori precedenti?
Spesso faccio la lista degli artisti che ispirano la mia musica, questa volta preferirei citare invece quello che è il mio gruppo preferito in assoluto, di cui nelle interviste non parlo mai: i Toto. Loro sono la band che mi ha invece ispirato a non ricreare mai la formula ma ad avere dei lavori sempre diversi. Ognuno dei loro album si differenzia sempre per sonorità, soluzioni compositive ed influenze musicali, ma sono dischi dove è sempre chiara la loro identità artistica ed è esattamente ciò che cerco di fare io con la mia musica. ‘’Quanta Luce’’, come disco, ha molta New Wave e molto Synth Pop, con questo nuovo singolo sono andato in una direzione molto World Music/Pop Rock, generi che si possono trovare anche sul mio precedente lavoro, ma che sul prossimo saranno predominanti.
Il brano è stato ispirato da un tuo soggiorno creativo a Ischia. In che modo credi che il luogo influenzi la musica che crei e ci sono altri luoghi che ti hanno ispirato in modo simile?
Ischia è quel luogo di vacanza in cui vado ogni anno, recarmi li ogni estate significa staccare con tutto quello che riguarda il lavoro e la monotonia giornaliera della vita quotidiana. È quindi normale che in un’atmosfera così rilassata, lontano da qualsiasi tipo di preoccupazione o impegno, mi risulti molto semplice scrivere. Tuttavia credo che certi luoghi siano così impregnati di energie che anche volendo evitarlo non si potrebbe comunque fare a meno di trarre ispirazione, ed oltre a Ischia ho altri due luoghi che mi fanno questo effetto, uno è il lungomare di Bagnoli e l’altro è il porto del Granatello a Portici.
Quali messaggi o sentimenti speravi che gli ascoltatori cogliessero ascoltando “Figlie d’ ‘a Fonte d’ ‘e Suone” e quali reazioni hai osservato o sperato di evocare?
Quello principale del brano: non esiste nessun’ altra forza capace di unire le persone come la musica. È ciò che hanno colto tutti quelli che l’hanno ascoltata, il che mi fa pensare che il mio modo di scrivere non è poi così tanto criptico come spesso viene descritto da altre persone.
Eric Mormile
Contatti:
Per leggere altre interviste, clicca nel LINK




