L’intervista agli Strange In Stereo

L’intervista agli Strange In Stereo

Best Entertainment Intervista gli Strange In Stereo

Strange In Stereo è il progetto musicale ideato da Giovanni Ferranti e Claudio Mastroddi. La band, formatasi a Sulmona (AQ) nel 2018, ha dovuto affrontare sin dagli inizi la sfida di trovare una sintesi armoniosa tra le diverse influenze musicali dei due membri, facendo di questa ricerca un processo in divenire, nonché la propria cifra stilistica. La loro musica è un affascinante mix di Synth, Elettronica, Avanguardia e, perché no, persino musica Pop. Grazie a Elisa Serrani di Music & Media Press noi di Bestentertainment siamo riusciti a pubblicare la loro Intervista, buona lettura…

Strange In Stereo disco

Ciao ragazzi, raccontateci un po di voi. Quando avete iniziato la vostra professione?

Ciao a tutti! Innanzitutto grazie per lo spazio che ci concedete con questa intervista. Dunque, noi suoniamo già da diverso tempo. Sia io sia Claudio abbiamo sulle spalle diversi anni di esperienza con altri progetti prima di iniziare questo percorso comune come Strange In Stereo. Il nostro percorso musicale è stato molto differente: il mio più tradizionale, legato alla musica metal e hard rock in una prima fase e più alternative rock in una seconda mentre Claudio ha una formazione da Dj/Producer con progetti più improntati sulla dance, principalmente house e deep house.

Strange In Stereo

Parlateci del vostro nuovo progetto, “To Get To You”. Com’è nata l’idea?

To Get To You segue Just For Her, il nostro primo album interamente autoprodotto e che abbiamo distribuito gratuitamente su Bandcamp e il successivo singolo Everything In Its Own Place. Questi primi lavori ci sono serviti per mettere maggiormente a fuoco il percorso che desideravamo intraprendere nel futuro e il risultato è stato per l’appunto To Get To You: un nuovo Ep di tre brani che a livello stilistico si differenzia in maniera sostanziale dai suoi predecessori. L’idea è quella di tentare di proporre la nostra visione di quella che dovrebbe essere la musica pop: raffinata e
d’avanguardia, con arrangiamenti e armonizzazioni che siano davvero caratterizzanti per i singoli brani.

Strange In Stereo music

Quale genere di musica siete soliti ascoltare?

I nostri ascolti sono molto variegati e vanno dalle diverse declinazioni del rock all’elettronica e la dance, passando per il pop ma solo se di classe e soprattutto se parliamo di dream pop e synth pop. Anche la musica classica e le colonne sonore ci affascinano molto.

Che rapporto avete con i social?

Complicato direi. Nel privato non siamo persone molto attive sui social e per quanto riguarda la musica non è semplice per noi curare la promozione su questi canali sia perché non siamo portati sia perché il tempo a disposizione non è che sia tantissimo, purtroppo. Tuttavia cerchiamo di sforzarci di gestire un minimo la nostra presenza su queste piattaforme perché capiamo che è l’unico modo per poter essere ascoltati oggi. E per noi è importante arrivare ad un pubblico che possa apprezzare la nostra proposta musicale.

Che sensazioni provate quando vi esibite?

Ultimamente per noi è molto complicato esibirci dal vivo per diversi motivi: innanzitutto non abbiamo una cantante fissa e ci avvaliamo di collaborazioni esterne con artiste che spesso e volentieri abitano distante da noi. Inoltre non è così semplice per chi propone musica originale trovare spazi per esibirsi. Comunque sia suonare dal vivo ci piace e quando è successo le sensazioni che personalmente provo sono di sfogo, energia e libertà. Speriamo possano esserci nuove occasioni in futuro.

Progetti futuri?

Attualmente stiamo lavorando al remix di “To Get To You” e lo pubblicheremo nel breve/medio periodo. Lavorare ai remix mi piace perché ci dà la possibilità di giocare e sperimentare con l’elettronica e scoprire e affinare soluzioni nuove che potrebbero poi usare in fase di arrangiamento dei nuovi brani ufficiali. A breve poi vorremmo iniziare a lavorare anche alla stesura dei
nuovi brani. Speriamo di poter collaborare ancora con Sandrine Vaud perché ci siamo trovati molto bene con lei, c’è stata un’alchimia speciale.

Avete dei modelli di riferimento?

Se dovessi citare un nome che possa in qualche modo sintetizzare l’approccio che desidereremmo avere con la musica ti direi i norvegesi Ulver, secondo me una delle band più importanti degli ultimi anni. E purtroppo anche un termine di paragone piuttosto impegnativo per non dire utopico. Ci sono poi tanti altri artisti che ci piacciono ma vorrei citare ed omaggiare una grandissima band italiana del passato: i Matia Bazar. Durante gli anni ’80 sono stati avanguardia pura.

Se aveste una bacchetta magica, cosa fareste?

Cominceremmo con il liberare immediatamente Julian Assange. La sua prigionia è una vergogna per l’intero Occidente e per il cosiddetto mondo “libero”. La libertà di informazione è uno dei problemi cruciali, soprattutto qui in Italia.

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