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L’intervista a ZTRADA

Best Entertainment Intervista ZTRADA

Alessandro Paganelli, in arte ZTRADA, nasce a Cesena il 28/06/2003. Avendo suonato il pianoforte sin dall’età di 6 anni, Alessandro è sempre stato affine al mondo della musica e della sonorità. Tuttavia egli ha sempre avuto un occhio verso il futuro mettendosi sempre alla ricerca dell’inconsueto e del non canonico, cercando di vivere la sua vita come una sinestesia. Di conseguenza, Alessandro, una volta suonato il pianoforte e subito dopo essersi esercitato, si metteva all’ascolto e all’analisi dei big del rap italiano (come Guè, Marracash, Fibra ed Emis) calandosi nel personaggio sinestesico di “ZTRADA”. Grazie a Gianluca Faliero di Red Blue Music noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…

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Ciao ZTRADA raccontaci un po di te… del tuo nome d’arte e quando hai iniziato la tua professione?

Buongiorno, voglio esordire dicendo che è un piacere per me rispondere a queste domande. Il nome ZTRADA è nato quando io e il mio amico producer Slyyth abbiamo
realizzato la mia prima canzone nel 2022. All’inizio era tutto per scherzo, ma poi mi sono chiesto: “Mo che nome scelgo” Mi è venuto subito in mente, pensando a come io e i miei amici siamo sempre stati in giro per le strade, senza una vera direzione, quasi come dei pancabbestia. Però chiamarmi semplicemente “Strada”; mi sembrava banale, quindi ho deciso di cambiare la “S” in “Z”, perché volevo rappresentare la generazione “Z”.

Quali sono i tuoi modelli?

I miei modelli a livello musicale sono vari, partendo dall’oltreoceano con Biggie fino ad arrivare qui in Italia con Emis Killa. Ho iniziato ad ascoltare rap con Emis Killa da piccolo, solo dopo ho iniziato ad ascoltare altri rapper italiani e non come i Club Dogo, Marracash e 50Cent, qualche anno dopo ho iniziato ad ascoltare anche The Weekend e Travis Scott. In contemporanea a questi ascolti, grazie a mio padre, ho deliziato le mie orecchie con i Queen, gli ACDC e i Nirvana creando un ambiente di sincretismo che mi ha sempre stimolato.

Parlaci del tuo ultimo singolo…

Il mio ultimo singolo “ANGELO CUSTODE” è un grande progetto per me. Questo brano racchiude la falsità della società odierna, che cerca di dividere il bene dal male in maniera eccessivamente netta. Nel brano non a caso dico di raffigurare la scena degli anti eroi, siccome essi sarebbero più realistici in confronto agli eroi, raffigurati come soggetti virtuosi e impeccabili, privi di difetti e perversioni. La realtà è che il mondo viene pervaso da corruzione, guerre, uso di droghe e ingiustizie, e spesso esse hanno la meglio.

Quali generi di musica ami e ascolti? Parlaci delle tue produzioni…

Ultimamente ascolto molto rap e trap, soprattutto dopo la mia prima canzone “Guerra Interiore” – non più disponibile – ma in passato ho esplorato anche techno, house, rock e pop. E ogni tanto continuo a farlo. La musica classica non è mai mancata. Prima di “ANGELO CUSTODE”, per divertimento, ho fatto quattro brani con il mio amico producer, e con ogni produzione siamo migliorati: io nei testi e nelle metriche, lui nella qualità delle basi. “ANGELO CUSTODE”, prodotta a Milano, è stata la svolta, il pezzo che mi ha fatto capire quanto la musica sia complessa. Da lì ho deciso di fare sul serio, eliminando tutte le tracce precedenti dalle piattaforme.

Hai degli Hobby? Libro o film che consiglieresti?

Ho diversi Hobby, primo fra tutti suonare il pianoforte. Primo fra tutti non per importanza ma per cronologia, visto che ho iniziato a suonarlo all’età di 5 anni prendendo lezioni, fino a 5 anni fa in cui sono divenuto autodidatta. Oltre a ciò nel tempo libero ovviamente canto, mi esercito e studio le metriche e i riferimenti di molte canzoni. Ad ogni modo quando mi capita leggo anche libri spaziandomi molto nei generi, come Manga, Romanzi, biografie, Saggi e Fumetti. Guardo anche film di vario genere, ma se dovessi consigliare un film per chi si sta avvicinando al mondo della musica consiglierei “Straight Outta Compton”, film sulla storia degli “N.W.A.”, un collettivo rap old school statunitense.

Che sensazioni provi quando ti esibisci? Progetti futuri?

Premetto dicendo che non mi sono mai esibito a grandi numeri ancora, tuttavia le emozioni che provo quando mi esibisco sono gioia, entusiasmo ed esuberanza. In particolare mi piace vedere quando le persone vengono coinvolte da ciò che canto, le emozioni legate alla canzone e da come mi atteggio. Per il futuro ho un progetto aperto cioè la partecipazione alle selezioni intermedie del TMF, un contest musicale, e nient’altro per ora. Continuerò ad esercitarmi nel canto, nella scrittura, nei flow e a studiare le canzoni. Sicuramente non mollerò il sogno di rendere la musica il mio lavoro.

Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?

Caratterialmente parlando sono molto empatico ed estroverso, mi piace aiutare le persone, mettermi in gioco e imparare. Questi sono i pregi, ma come ogni essere umano ho anche dei difetti, tra cui: il fatto di prendermela per cose che altri ritengono futili, tendere a proiettarmi eccessivamente al futuro precludendo ogni tanto il “carpe diem” e preoccuparmi eccessivamente per le persone a cui tengo davvero. Tuttavia lavorando su questi difetti sto riuscendo ad eliminarli man mano.

Che cosa ti fa arrabbiare? E cosa ti fa innamorare?

La cosa che più mi fa “arrabbiare” sono le persone che sminuiscono il lavoro altrui pensando che sia facile e i soggetti che riversano la propria frustrazione su altri soggetti magari innocenti o fragili, quindi attaccabili. Queste cose non le tollero. D’altro canto ciò che mi fa innamorare sono le persone dedite ai propri sogni, le persone che seguono una specie di “inerzia” per inseguirli. Sono convinto che vale più la pena vivere una vita inseguendo i propri sogni, anche senza successo o rilevanti progressi, che vivere una vita monotona e piatta.

Dove ti piacerebbe vivere? Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?

Un posto in cui mi piacerebbe molto vivere è Milano, al giorno d’oggi la città della musica e delle case discografiche. Sarebbe il mio paradiso siccome a Milano ci vivono moltissimi rapper e cantanti vari, sarebbe bello tessere una rete di amicizie musicali. Infine, se avessi una bacchetta magica trasformerei il cantare, il produrre canzoni, la musica un lavoro. Questo è il mio sogno dato che sono convinto di poter fare la differenza e di poter trasmettere dei messaggi significativi con originalità.

ZTRADA

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