Best Entertainment Intervista SUBARU
Subaru, al secolo Lorenzo Scillitani, è un rapper classe 2000 nato e cresciuto a San Giovanni Rotondo (Foggia). La passione per la musica è nata durante l’adolescenza, dopo aver esplorato generi diversi; nel 2016 in Inghilterra scopre il rap e ne rimane folgorato, soprattutto per l’importanza data alla parola. Ha sempre scritto, e in particolare per anni si è dedicato alla poesia. Quando è subentrato l’interesse per l’hip hop ha deciso di provare a trasporre i testi in canzoni, finché nel 2022 è uscito con il suo primo singolo “Re:ZERO Freestyle”. Cresciuto artisticamente nell’ambiente hip hop torinese, attualmente ha otto singoli all’attivo. Grazie a Gianluca Faliero di Red Blue Music noi di Bestentertainment pubblichiamo l’Intervista di SUBARU, buona lettura…
Ciao raccontaci un po di te… l’origine del tuo nome d’arte… quando hai iniziato la tua professione?
Ciao a tutti! Il nome Subaru è preso in prestito dal protagonista di una light novel/manga/anime: Re: ZERO. Ho scelto questo nome data la singolare abilità di Subaru di “rinascere” e la
sua determinazione, mi identifico molto in queste caratteristiche. Lui è uno che non si arrende mai e prova a cambiare le cose finché non vanno per il verso giusto, come me. Ho iniziato il mio hobby, che tratto da professione anche se non lo è ancora diventato, circa nel 2018, o almeno lì ho iniziato a scrivere testi di canzoni. Ho iniziato effettivamente a scrivere in versi (poesie) alle scuole medie, di getto e senza un motivo specifico, quando ho poi scoperto il rap, ne sono stato folgorato. Da lì, data la vicinanza con la poesia, che già scrivevo, ho sviluppato una certa passione anche grazie ai temi trattati, alla rivalsa e alla ritmica del genere e così ho iniziato la transizione dei miei testi da poesie a canzoni.
Descrivi la tua giornata perfetta…
Inizio dicendo che la musica è presente in tutte le mie giornate, buone e non, quantomeno da ascoltatore. Nella mia giornata perfetta, ipotetica e nel futuro, mi sveglierei di fianco alla mia partner, che mi auguro di amare molto. Sicuramente vorrei passare del tempo con lei, mi piacerebbe poi includere del tempo per dedicarmi ai miei amici, e perché no, anche vederli tutti, magari per un compleanno. Le relazioni sono fondamentali per me, una festa con tutte le persone a cui tengo, famiglia, amici e ragazza compresa, sarebbe certamente presente nella mia giornata perfetta. Poi vorrei poter aiutare delle persone, sono uno studente di psicologia molto appassionato alla materia e mi piacerebbe diventare psicoterapeuta, o comunque riuscire a dare supporto a qualcuno, ascoltandolo e riuscendo a trovare delle soluzioni per i suoi problemi, lo trovo molto stimolante e gratificante. Scrivere e/o cantare è obbligatorio in questa giornata, il massimo sarebbe riuscire a fare una bella esibizione o scrivere un brano di cui mi senta molto soddisfatto, caso raro. Se in qualche modo dovessi avanzarmi del tempo lo passerei a giocare a videogiochi con amici, cucinare o leggere.
Che rapporto hai con i social? Esperienze radiofoniche?
Al momento ho un rapporto odio-odio nei confronti dei social, in qualità di artista; mi rendo conto che questo sia un mio difetto più che altro in quanto queste piattaforme sono praticamente necessarie per rompere la barriera dell’indifferenza che aleggia attorno agli artisti emergenti. Sicuramente posso, infatti dovrò, trovare una quadra che mi permetta di lavorare con questi strumenti divertendomi, ma ci sto ancora lavorando. Per quanto riguarda le radio ho avuto il piacere di essere intervistato da alcune di loro e l’esperienza è stata quasi sempre piacevole. Mi viene più naturale esprimermi con un interlocutore, in particolare se mi fa delle domande. L’unica pecca è che qualche volta gli intervistatori non sembrano particolarmente interessati, ma immagino questo faccia parte del gioco, in compenso ci sono persone che fanno domande molto interessanti e con cui la conversazione scorre in modo molto piacevole e naturale e spesso raccolgo spunti interessanti da questi confronti.
Quale genere di musica ami e ascolti? Parlaci delle tue produzioni…
Lo ammetto, sono un “rappuso”, per quanto il termine sia demodé ascolto principalmente rap. Ho scoperto il genere a circa 16 anni e ha monopolizzato per anni i miei ascolti, in tutte le sue sfumature, sottogeneri, autori e annate. Ho masticato veramente di tutto, dai classici 90’s USA al SoundCloud rap italiano attuale, sono passato per varie nazioni con un particolare “orecchio” di riguardo per la Francia, oltre che l’Italia e l’America. Detto ciò mi sono aperto anche ad altri generi, prima in sprazzi più isolati, mentre ora cerco abitualmente di ascoltare più cose, anche se sicuramente gratto ancora la superficie. Ho scoperto di essere particolarmente legato alla musica nera, quindi oltre al Rap apprezzo molto R&B, Soul, Blues, Jazz in varie sfumature. Ascolto con piacere una buona fetta di pop, poi ho esplorato un po’ di musica latina più o meno popolare, un po’ di musica elettronica di vario tipo, qualche brano isolato di musica classica… Insomma ormai c’è tutto nel calderone, ma il rap la fa ancora da padrone. Nelle mie prod. (di Neura Prd, nome d’arte di Andrea Nejrotti, ossia il mio producer, in verità) c’è tutto questo. Lui produce
molte colonne sonore mescolando sinfonica ed elettronica, e questi elementi sono onnipresenti nei miei brani, detto ciò non ci precludiamo mai nessuna possibilità di sperimentare, si può notare facilmente ascoltando ogni mio brano, coerente in quanto Hip- Hop ma con mood, strumenti e tendenze diverse, passiamo dal Disco-Funk di “Apri gli occhi” alla Dark Trap di “De amore et obsessione”, ad esempio.
Hai degli hobby? Libro o film che consiglieresti?
Molti, ma ho sempre meno tempo per dedicarmici. Innanzitutto sono uno studente di psicologia, materia di cui sono molto appassionato. Gioco regolarmente ai videogiochi da quando avevo 4 anni e nonostante lo faccia sempre meno frequentemente, credo che continuerò a ritagliare per sempre del tempo per quest’hobby. In più me la cavo ai fornelli e mi piace molto cucinare, ho iniziato circa a 9 anni, purtroppo ora i miei piatti sono più spesso “pratici e veloci” anziché creativi, ma ogni tanto trovo lo spazio per sperimentare. Ho letto molti libri soprattutto da bambino, poi ho ripreso negli ultimi anni anche se con più difficoltà. Prima leggevo almeno uno/due libri a settimana, principalmente di narrativa, soprattutto fantasy e fantascientifici, ma ho letto anche classici e molto altro. Al momento leggo specialmente libri di psicologia, non necessariamente manuali, o libri dedicati alla crescita personale, con qualche eccezione per libri di poesia o narrativa che trovo particolarmente interessanti. La mia cultura cinematografica è a dir poco scarsa, perciò mi limiterò a dire che apprezzo molto i film di Christopher Nolan e Leonardo Di Caprio come attore, ma sono assolutamente ignorante. Per questo motivo consiglierò due libri: “12 regole per la vita” di J. Peterson (psicologo) per il miglioramento personale, che è un libro denso ma ricco di spunti interessanti e “La corporazione dei maghi” di T. Canavan, primo romanzo di una serie di trilogie fantasy di cui ho dei bellissimi ricordi.
Parlaci del tuo nuovo singolo. Com’è nata l’idea?
“De amore et obsessione” è un brano intimo, uno sfogo, dark e passionale. L’idea nasce dalla mia necessità di raccontarmi come funziona il delicato rapporto tra l’amore e l’ossessione, come suggerisce il titolo. Personalmente ho sempre trovato le relazioni, in particolare di coppia, molto difficili. Ho sempre trovato questo ostacolo interiore che mi portava a cercare, trovare e sguazzare in relazioni dove l’amore nasce come una manna dal cielo fino a diventare una gabbia, opprimente, onnipresente, sia per me che per l’altra persona coinvolta. La canzone cerca di dare sfogo alla sofferenza che questa situazione ha causato, passando per aspetti psicologici (ho ampiamente disossato la questione in psicoterapia), citando brevemente Bowbly e Freud nella prima strofa o parlando esplicitamente di ciò che mi ha detto il terapeuta nella seconda. In più è molto presente l’ambivalenza di un amore tossico, che per me è riferito ad una persona in particolare ma che ho ritrovato in tutte le mie relazioni passate: “Un attimo fa ero il tuo Adone/Battito nero carbone/Non mi basta un pezzo del tuo cuore” o “Solo tu sai quanto sogni un camino, lei e un divano/ Congelo se ti sono lontano, brucio senza il tuo ti amo”. Parlo anche di come queste problematiche nascano nella mia infanzia, nel rapporto che hanno i miei genitori. Nota ad honorem per ritornello e bridge del mio collega Fante Le Fou, che ha tutta la mia stima artistica per queste 8 barre killer che hanno colto nel segno il concept del brano.
Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?
Dalla regia mi dicono “particolare”, è una domanda difficile a cui rispondere. Sono una persona con molto bisogno di essere stimolata intellettualmente e mi piace apprendere, sono molto curioso di praticamente tutto. Tra i lati positivi direi che sono dotato di un’ottima logica, compassione (forse troppa a dirla tutta), empatia. Sono molto determinato e ambizioso, mi impegno molto per raggiungere i miei obiettivi e sono fortunatamente dotato di buona volontà e voglia di imparare. Ascolto e cerco di apprendere quanto posso da chi ho intorno e questo mi aiuta molto, traggo il meglio dai miei rapporti. Sono una persona molto sensibile, che è una lama a doppio taglio, ma in combinazione con empatia, voglia di aiutare gli altri etc. diventa molto utile per essere supportivo. I miei difetti più grandi sono sicuramente la tendenza eccessiva a distrarmi, l’incostanza che continua a sabotare i miei lavori, l’inclinazione proverbiale per la procrastinazione e la difficoltà nell’ascoltare il mio intuito, tendo a razionalizzare eccessivamente le situazioni.
La persona che ti ha sempre sostenuto?
Senza nulla togliere a tutti quelli che mi hanno dato, o mi danno ancora una mano, Mario. È il mio migliore amico e nessuno c’è mai stato come lui, lo conosco dai tempi delle elementari e dall’inizio del liceo il nostro rapporto ha veramente fatto un level-up assurdo. È un rapporto di confronto costruttivo costante, di supporto, ammirazione reciproca. Ci raccontiamo pressoché tutto, senza avere mai attitudine giudicante, senza nessun filtro. Con lui posso essere me stesso al 110%, mi capisce sempre, anche perché ormai abbiamo uno stile di comunicazione così simile che ci capiamo senza dover esplicare tutti i dettagli di ciò che ci raccontiamo. Come me è appassionato di poesia e scrittura, e ci siamo confrontati anche in questo ambito per anni, tutt’ora lo aggiorno regolarmente con i miei testi e le mie canzoni. Fortunatamente è anche versato in musica quindi è anche molto utile da questo punto di vista. Sinceramente non trovo difetti a questo rapporto, è il più solido e di più lunga durata che ho, mi ha sempre supportato e ancora continua, per questo gli sarò sempre infinitamente grato.
Dove ti piacerebbe vivere? Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?
Come la maggior parte degli italiani con un futuro incerto, mi piacerebbe vivere in Italia, se riuscissi a raggiungere una buona indipendenza economica e soddisfazione lavorativa. Torino, la città dove vivo ora, mi piace molto, ha un’aria malinconica ma elegante che fa pendante col mio umore di base. La trovo molto ben tenuta ed organizzata rispetto ad altre città italiane che ho visitato e questo la rende molto vivibile. Se facessi fortuna mi piacerebbe comunque potermi spostare, io sono nato in Puglia (in “De amore et obsessione” infatti dico: “Forse stavo meglio in Puglia tra ulivi e campi di grano”) e mi piacerebbe molto tornare nella mia terra e magari cambiare qualcosa in meglio. Detto ciò sono aperto all’idea di spostarmi all’estero, da qualche parte dove esista ancora il clima temperato, magari vicino al mare. Comunque credo che l’aspetto più importante siano e saranno le persone che avrò al mio fianco, vorrei essere vicino a più persone (per me) importanti possibile. Se avessi una bacchetta magica mi piacerebbe aiutare più persone possibile, che sia con la loro salute mentale o fisica, con la povertà, la carestia o siccità… Aiutare le persone è diventato il mio obiettivo di vita, che sia facendo il terapeuta o usando la musica come mezzo per arrivare alle persone e costruire qualcosa per aiutarle direttamente dopo.
SUBARU
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