L’intervista a Sofia Lavinia Amisich

Sofia Lavinia Amisich si occupa di regia coreografica di Opera lirica e Spettacoli di contaminazione artistica. Cresciuta in una famiglia di musicisti, fin da piccola si immerge nel mondo dell’arte. Alla musica affianca fin da giovanissima la formazione professionale di balletto, danza moderna, fino ad arrivare al tango argentino e le discipline aeree. Ha iniziato la sua carriera come assistente alla regia e coreografa nel 2016. Ha lavorato con diversi acclamati artisti, inclusi Daniela Mazzuccato, Max Renè Cosotti, Mauro Trombetta, Enrico Stinchelli, Marco Baliani, Renato Bonajuto, Vassilios Anastasiou, Artemio Cabassi, nei seguenti titoli: ‘Traviata’ ‘Lucia di Lammermoor’, ‘I Due Timidi’, ‘Il Signor Bruschino’, ‘Madama Butterfly’, ‘Carmen’, ‘Sette contro Tebe’, ‘Nozze di Figaro’, ‘La Vedova Allegra’. Ha collaborato con Sartoria Tirelli di Roma, l’ INDA Fondazione di dramma antico a Siracusa. Ha firmato regie e coreografie presso il Tangxuanzu Drama Festival di Fuzhou-Cina, Teatro di Tradizione ‘Coccia’ di Novara, Teatro Comunale di Adria, Teatro Comunale ‘Mario del Monaco’ di Treviso, Teatro di Tradizione di Savona ‘Opera Giocosa’, Teatro comunale ‘Pavarotti’ di Modena. Ha allestito con la sua regia coreografica e luci i seguenti titoli: tra i quali “Marco Polo, Il viaggio delle meraviglie” di A.LaRocca (2018), spettacolo lirico ‘Voci di donna’ (2018), ‘Madama Butterfly’ di G.Puccini all’Arena Borgata di Venaus (2018), ‘Nabucco’ di G.Verdi a Tolmezzo e SanVito al Tagliamento in occasione dei festival Carniarmonia e Opera in Piazza (2018), ‘La Villa dei Misteri’ di DiVirgilio al Teatro Vittoria di Torino (2018).

Ciao Sofia, parlaci un po di te… dove sei nata e dove vivi ora… percorso di studi…

Sono Sofia Lavinia Amisich, regista di opera lirica e coreografa. Sono nata a Padova e dopo aver vissuto diversi anni a Torino, sono ritornata alla mia città natale, proprio nell’anno in cui ho debuttato con una mia regia al Teatro Verdi della città. La mia professione nasce dal percorso formativo che ho svolto: sono diplomata in canto lirico al Conservatorio di Adria e in Regia al Conservatorio Verdi di Torino, e fin da piccola ho studiato danza classica, moderna fino ad arrivare alle arti circensi e il tango argentino.

La passione per il mondo dello spettacolo teatrale, da dove nasce?

La passione per il teatro musicale è maturata in me grazie all’atmosfera musicale che respiravo in famiglia: mio padre (Alessandro Boris Amisich) era un chitarrista classico e mia madre laureata in storia della musica. Fin da piccolissima sentivo le prove che i miei genitori facevano in casa con il loro ensemble vocale di musica antica chiamato “La fonte d’elicona”. Non poteva essere più adatto di così il concetto di “sorgente”, nel mio caso musicale e performativo.

Hai un modello di riferimento?

I miei modelli di riferimento sono i classicissimi Zeffirelli e Visconti, maestri indiscussi nel mondo teatrale, ma ammetto di essere fortemente affascinata dagli spettacoli delle pop star contemporanee come Beyoncè e altri. Sembra strano poter accostare il concetto di opera lirica a musica pop, ma non dimentichiamo che le nuove tecnologie a disposizione, come il video mapping o i nuovi apparati di luminotecnica, ci permettono di sperimentare forme visive nuove anche in un genere “di repertorio”.

Cosa senti quando sei sul palcoscenico?

Quando sono sul palcoscenico assieme ai cantanti e alle maestranze tutte, nelle prove di regia, ho la sensazione che si metta in condivisione la propria arte, il proprio modo di sentire e la propria anima al fine di raccontare una storia. Una storia che non ha l’intento di insegnare qualcosa allo spettatore, ma semplicemente, di far suscitare delle emozioni. Non siamo forse vivi perché in grado di “sentire”?!

Nella vita privata provi sempre delle belle emozioni?

Nella vita fuori dal teatro sono un turbinio di emozioni, esattamente come mi sento quando una creazione performativa prende vita sul palcoscenico attraverso la musica e i movimenti. Sono una persona, che avendo il privilegio di provare emozioni forti nell’ambiente lavorativo, le cerca anche all’esterno volendo vivere tutto nel modo più profondo possibile. Confesso però che per compensare, la mia massima ambizione quando sono in vacanza è stare tranquilla a casa mia!

Cosa ti piace di più della tua professione?

Dopo anni di affiancamento a grandi maestri di regia, il poter firmare regie mie, in prima persona, di opera lirica è certamente l’esperienza che più mi emoziona. Ogni volta, come fosse la prima. Adoro la condivisione, il lavoro di squadra e il combattere per un fine comune. Adoro fare bene il mio lavoro, sapendo che ho raccontato una storia. Adoro l’arte perchè ci permette di sognare.

Cosa detesti?

Detesto il pressappochismo, la superficialità e la maleducazione; soprattutto in ambiente lavorativo.

Sei innamorata?

Sono certamente innamorata, innamorata della vita! come potrei non esserlo avendo la possibilità di fare ciò che più amo al mondo??

In futuro hai dei sogni o desideri…

Il mio sogno principale è quello di riuscire a crearmi la possibilità di essere felice, rendendosi conto della realtà che ci sta attorno e sapendo che non si può sempre prescindere da essa.

Sofia Lavinia Amisich

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