L’intervista a Sergio Casabianca

L’intervista a Sergio Casabianca

Best Entertainment Intervista Sergio Casabianca

Sergio Casabianca è un chitarrista, compositore  Ha curato la sua formazione nei conservatori di Catania, Venezia e Palermo. Ha partecipato come finalista a prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali come il “Premio Internazionale Massimo Urbani” ed il “Baku Jazz Festival”. Grazie a Clarissa D’Avena di Red Blue Music noi di Bestentertainment siamo riusciti a intervistarlo, buona lettura…

Sergio Casabianca music

Ciao Sergio raccontaci un po di te… dove sei nato e quando hai iniziato la tua professione?

Ciao a tutti! Sono nato a Catania nel 1990 e sono entrato pian piano professionalmente nella musica a partire dal 2012 circa. Sono sempre stato a contatto con la musica da bambino, grazie alla grande collezione di dischi di mio padre. Dai 5 anni in poi ho chiari ricordi dei miei ascolti: dalla beat inglese, al rock anni ’50,’60 e ’70, fino all’adolescenza hard rock e metal.
Pur suonando e studiando musica sporadicamente da quando avevo 14 anni, ho deciso di intraprendere lo studio indirizzato alla professione intorno ai 20 anni, completandolo poi con i vari percorsi accademici AFAM. E’ stato in quegli anni che mi sono indirizzato e poi definitivamente appassionato al jazz ed alla sue sfumature dal moderno al tradizionale.

Parlaci del tuo Nuovo Album… dove è nata l’idea?

De Visu è un disco che raccoglie idee, sensazioni e musica di diversi anni. Era giunto il momento di modellare del materiale già esistente e completare l’opera con altre nuove composizioni per dare forma a questo disco. L’idea fondamentale è, e resta sempre quella, di espormi e liberarmi creando in guitar trio, prendendomi rischi e responsabilità.
La preziosa collaborazione di Riccardo Grosso e Peppe Tringali, rispettivamente il contrabbassista ed il batterista del disco, è stata importantissima per chiudere il lavoro. Lo stesso vale per TRP ed il suo produttore Riccardo Samperi, nonchè sound engineer del disco, che ha scolpito in modo artistico e sapiente il sound del trio.

Sergio Casabianca disco

Quali sono i tuoi modelli? Esperienze radiofoniche e televisive?

I modelli potrebbero essere molti, ma anche quando ho cercato di imitare i grandi, magari per motivi di studio, non sono mai riuscito a fare “il clone” del chitarrista o musicista che ascoltavo.
Sotto questo punto di vista posso definirmi felice, anche se non lo stato in passato, perchè ho capito che questo lascia lo spazio ad un mio personale marchio, con ovvi pregi e difetti.
In ogni caso è innegabile l’ascolto e l’ammirazione per grandi chitarristi jazz di oggi, come Kurt Rosenwinkel, Jesse Van Ruller, Gilad Hekselman, Jonathan Kreisberg, Mike Moreno, Rotem Sivan, solo per citarne alcuni. Sono molto legato ai sassofonisti della tradizione: Dexter Gordon, Cannonbal Adderlery, Parker, Coltrane, ed ai pianisti Bill Evans, Horace Silver e poi Michel Petrucciani.
In questo periodo sono piacevolmente impegnato dal punto di vista radiofonico ed anche televisivo per la promozione di De Visu.

Quale genere di musica ami e ascolti? Che rapporto hai con i social?

Durante una giornata ascolto diversi generi musicali: sono ancora molto legato al rock ed al pop mondiale e molto spesso ascolto musica classica, dalla musica da camera alla musica sinfonica: spesso mi dà spunti e mi aiuta a riequilibrare il cervello.
E’ chiaro che ascolto molto jazz, dal tradizionale al moderno, ma talvolta mi lascio trasportare dalle playlist delle piattaforme di streaming per non rimanere fossilizzato ai miei soliti ascolti.
Credo di avere un rapporto sano con i social. Per anni li ho quasi abbandonati, ma da qualche tempo mi sono riavvicinato anche per motivi musicali e di promozione e produzione.

Sergio Casabianca

Hai degli hobby? Libro o film che consiglieresti?

Lo studio della musica, la produzione e la mia attività didattica sicuramente hanno limitato gli eventuali hobby che potevo coltivare. Tante volte, facendo altro, mi sono sentito in difetto nei confronti della musica: potrebbe essere però un’arma a doppio taglio.
Negli ultimi anni sicuramente mi sono molto appassionato ai viaggi, non di lavoro ma per semplice vacanza, che siano brevi o lunghi. Inoltre, se gli impegni me lo permetteranno, ho l’intenzione di avvicinarmi da neofita al mondo della pesca.
Un film che mi ha sempre suscitato emozioni e mi ha sempre lasciato con un senso di apertura e riflessione è Donnie Darko.
Sono un po’ vecchia scuola, consiglio caldamente Pirandello: magari “Uno, nessuno e centomila”.

Che sensazioni provi quando ti esibisci? Progetti futuri?

Sensazioni solitamente molto positive. Che sia un piccolo palco in un club o un grande palco per festival e rassegne, durante il concerto si trasforma in uno spazio creativo condiviso con i musicisti con cui mi esibisco. Una sorta di ufficio-laboratorio, dove collaboriamo alla creazione di sound, struttura, narrazione. Ovviamente può anche succedere l’imprevisto o che non si riesca ad arrivare a  picchi interessanti se la musica non gira. Tuttavia, il piacere di fidarsi l’un l’altro, mentre si porta avanti un discorso musicale, è la carica emotiva più grande.

Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?

Sicuramente ho il mio carattere e non mi mi manca una vena polemica dove la reputa necessaria. Di base tengo molto all’educazione ed alla comprensione di situazioni e persone, dovrei essere abbastanza disponibile e talvolta generoso. Al contrario, se voglio considerare dei difetti di cui mi rendo conto, spesso sono stato rigido e poco flessibile nell’accogliere modi di vivere ed alcuni punti di vista molto lontani dai miei.

L’esperienza più bella fatta finora? Chi ti è stato sempre vicino?

Una delle esperienze musicali più belle per me è stata la partecipazione, come concorrente del concorso musicale, al Baku Jazz Festival 2017. Si è trattato di più di una settimana di eventi tra esibizioni, performance mie e l’ascolto di vari artisti presenti in cartellone. E’ stato bello confrontarsi con una realtà a cavallo tra l’Asia e l’Europa ed anche notare come diversi meccanismi, sia musicali che non, funzionassero alla grande. Tornerei con molto piacere al Baku Jazz Festival, magari in cartellone con un mio disco.
La persona che sicuramente non mi ha mai voltato la spalle durante gli anni di formazione,studio e sacrificio è mia madre. Pur non essendo molto vicina al mondo della musica e non entrando mai nel merito, ha sempre creduto in me anche quando talvolta smettevo di farlo io stesso. Assunto questo, la mia determinazione e la costanza mi hanno aiutato negli anni a seguire.

Dove ti piacerebbe vivere? Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?

Catania è la mia città e la Sicilia è una bellissima terra ricca di risorse e talenti. Ho avuto la fortuna di vivere a Venezia e Palermo per alcuni anni e mi sono rimaste nel cuore.
Anni fa guardavo con interesse ad un trasferimento nella sempre accesa Berlino, luogo dalle mille possibilità, ma – complice anche la crisi mondiale legata al covid – sono rimasto in Sicilia.
Devo dire che non mi dispiace affatto, mi sento bene qui e questa è un’ottima casa/base per programmare spostamenti periodici per motivi musicali. Siamo, purtroppo o per fortuna, tanto abituati a prendere gli aerei. Ah, sia chiaro però, il ponte non ci serve, dato che siamo senza strade!

Sergio Casabianca

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