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L’intervista a Ribaltavapori

Best Entertainment Intervista Ribaltavapori

Antonio Uras, noto come Ribaltavapori, è un cantautore e compositore dalla duplice anima sarda e catalana. Vive a Trieste da diversi anni, una città che, pur non essendo la sua terra natale, ne riflette l’essenza di confine e di apertura al mondo. Le sue composizioni sono intrise della bellezza e delle contraddizioni di questi luoghi: la terra e il mare, le emozioni che emergono come colline dal piatto orizzonte dei campi, e i pensieri che si librano in bilico tra i moli e le nebbie del porto, tra i pontoni-gru che si intravedono all’orizzonte. La sua scrittura evoca immagini potenti e suggestive, come frammenti di vita sospesi tra cielo e mare. Grazie al Seitutto Press noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…

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Ciao benvenuto raccontaci un po di te…

Ciao a tutti! Ho iniziato a suonare la chitarra all’età di 13 anni, qualche tempo dopo senza nemmeno accorgermene ho iniziato a scrivere le prime canzoni – se così si possono chiamare – mentre il progetto “Ribaltavapori” nasce 5 anni fa dopo anni di allontanamento dalla musica.

Quali sono i tuoi modelli?

Musicalmente di modelli ne ho fin troppi che non saprei davvero da dove iniziare. Mentre per quanto riguarda le parole e i messaggi sicuramente il primo che mi viene sempre in mente è Fabrizio De Andrè.

Parlaci delle tua ultima produzione…

“Gaia” è nata da un forte bisogno di esternare rabbia e una profonda tristezza che mi portavo dentro da tempo, osservando il mondo, la natura e noi umani, così irrispettosi e menefreghisti nei confronti della nostra “casa”.

Che genere di musica ascolti?

Ascolto tutto. Dalla musica sinfonica al jazz, dall’elettronica al cantautorato, dal garage rock, post punk alla samba alla bossa nova, al flamenco al forrò ai canti sardi. Ho sempre diviso la musica solamente in bella e brutta.

Hobby preferiti? Film e letture che consiglieresti?

Amo viaggiare, ovviamente suonare, guardare film. Mi piace osservare molto quello che mi circonda, anche le vie che faccio ogni giorno, sono molto curioso. Un film: Eternal sunshine of the spotless mind Michel Gondry . Un libro: Canto della pianura di Kent Haruf.

Che se sensazioni provi quando ti esibisci?

Ogni concerto per me è sempre come il primo. Ogni volta la sensazione è un mix di adrenalina e imbarazzo. Ma è bellissimo. Difatti il mio principale progetto per il futuro è quello di fare più concerti possibili.

I tuoi pregi? Difetti?

Pregi: sensibile e empatico. Difetti: testardo e orgoglioso.

Cosa ti fa arrabbiare? E cosa ti fa innamorare?

Arrabbiare: la violenza la cattiveria gratuita e i soprusi e tante altre cose. Innamorare: la libertà di pensiero, la dolcezza, l’altruismo, la gentilezza e l’educazione verso il prossimo.

Dove ti piacerebbe vivere? Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?

Mi piacerebbe vivere 6 mesi all’anno in Sardegna (terra che amo smisuratamente) e 6 mesi in una grande città, probabilmente New York. Ma sto benissimo anche a Trieste, l’importante è che ci sia il mare sostanzialmente. Se avessi una bacchetta magica bloccherei tutte le guerre in corso nel mondo e tutte quelle che devono ancora iniziare. Quel che sta accadendo mi fa sentire impotente ed è una cosa terribile sentirsi inutili e non poter far niente.

Ribaltavapori

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