Best Entertainment Intervista Mouez
Mouez, nome d’arte di Mouez Frejani, è un cantautore di Mazara del Vallo di origini tunisine. Cresciuto tra due sponde del Mediterraneo, sviluppa fin dall’adolescenza un rapporto costante con la scrittura musicale, iniziando a comporre testi intorno ai quindici anni. Il suo percorso artistico si forma nel tempo, seguendo una traiettoria non lineare, fatta di fasi di esposizione e lunghi periodi di lavoro privato. Nel 2009 partecipa ai casting di Amici, esperienza che rappresenta un primo confronto con il circuito pubblico e che segna anche una fase di sospensione del suo percorso musicale. Oggi Mouez si presenta come un autore che ha scelto tempi non convenzionali, portando nella propria musica un immaginario legato al Mediterraneo, alla relazione e alla capacità di attraversare le fasi di stallo senza rinunciare alla scrittura. Grazie a Elisa Serrani di Music & Media Press noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…
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Ciao benvenuto, raccontaci un po di te. Quando hai iniziato la tua professione di artista?
Salve, mi chiamo Mouez, sono un cantautore italo-tunisino, ho 36 anni e vivo a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. La musica è sempre stata parte di me: fin da bambino ho sentito che era qualcosa che mi apparteneva profondamente. Crescendo, ho capito con maggiore consapevolezza che quella era la direzione verso cui ero naturalmente portato. Vengo anche da una famiglia in cui la musica ha sempre avuto un posto importante: ho uno zio e un cugino conosciuti all’estero, quindi questa vena artistica, legata alla scrittura e alla musica, è nata molto presto. Già a 14 anni scrivevo diverse canzoni, anche se allora non avevo ancora trovato il coraggio o il modo giusto per farle uscire davvero. Nel 2009 ho iniziato un percorso più concreto, studiando chitarra e partecipando anche ai casting di Amici, dove ho superato diversi provini.
Parlaci del tuo nuovo singolo, “Le Tue Ali”. Com’è nata l’idea?
“Le Tue Ali” è nata da una conversazione notturna con una mia amica. Mi raccontò il suo passato, le sue difficoltà, i suoi traumi: era stata vittima di bullismo e di violenza, e aveva paura di tornare a vivere, di tornare a sorridere, di ricominciare davvero anche per suo figlio. In quel momento mi sono sentito come investito di una responsabilità: regalarle un sorriso, un abbraccio, qualcosa che potesse farle sentire vicinanza anche a distanza. Lei mi raccontò anche di aver fatto un sogno, in cui si vedeva in un campo di girasoli, sotto un sole bellissimo. Da lì ho avuto subito un’idea: le ho detto che volevo regalarle qualcosa, e quel qualcosa è diventato una canzone. All’inizio non ci credeva, perché non è da tutti scrivere un brano per qualcuno in un momento così delicato. Quando l’ha ascoltata si è emozionata molto, si è commossa e mi ha ringraziato infinitamente. Ma io le dissi che non volevo nulla in cambio: era solo un modo per abbracciarla, anche se non eravamo vicini. “Le Tue Ali” nasce per lei, ma in realtà vuole arrivare a tutte le persone che hanno attraversato momenti difficili e che hanno bisogno di ritrovare il coraggio di vivere e sorridere di nuovo.
Quale genere di musica ami e ascolti?
Ascolto un po di tutto, in generale, ma i generi che sento più vicini a me sono il pop italiano e il pop rock.
Che rapporto hai con i social?
Ho un rapporto molto stretto con i social, perché mi permettono di condividere la mia attività artistica, ma anche di creare amicizie, conoscenze e rapporti umani. Attraverso i social entro in contatto con altri artisti, cantautori e musicisti, ma soprattutto posso far conoscere la mia musica a più persone possibili. È un modo per diffondere la mia passione e condividerla con chi segue quello che faccio e ci si ritrova.
Hai degli hobby?
Sì, quando posso vado a pesca, faccio attività fisica, passo tempo in studio e seguo lezioni di canto. Poi, nei momenti in cui ho bisogno di staccare un po, esco, vado al cinema o sto con gli amici veri.
Libro o film che consiglieresti?
A livello di film guardo davvero un po’ di tutto, dall’horror al thriller fino all’azione, quindi non ho un solo genere preferito. Però, se dovessi consigliare un titolo, direi La musica nel cuore – August Rush.
Che sensazioni provi quando ti esibisci?
Ogni volta che mi esibisco provo un’emozione fortissima, come se fosse sempre la prima volta. Salire sul palco è qualcosa di davvero potente, difficile da spiegare a parole. È come se, ogni volta, tornassi a sentire tutto da capo: l’adrenalina, la paura, il desiderio di dare il massimo. Credo che tutti gli artisti abbiano dentro il timore del giudizio, la paura di non piacere o di non riuscire a trasmettere davvero quello che sentono. Per questo, quando salgo sul palco, cerco di dare tutto me stesso e di far arrivare agli altri le emozioni che porto dentro. Quando succede, ed è il pubblico stesso a restituirtelo, è una sensazione bellissima.
Progetti futuri?
Il mio progetto futuro è continuare a fare musica. Non ho mai accantonato questo sogno, anzi: è qualcosa che mi accompagna continuamente, anche di notte, al punto che a volte faccio fatica a dormire. Per me la musica è stata vita, rinascita, salvezza. Mi ha aiutato in anni difficili e mi ha permesso di tornare a vivere quando tanti pensavano che non ce l’avrei fatta. Per questo voglio andare avanti e continuare a costruire il mio percorso.
Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?
Sono una persona solare, sincera e molto schietta. Dico sempre quello che penso e non mi piace girare intorno alle cose. Questo per qualcuno può essere un pregio, per altri un difetto, perché non tutti accettano una persona fatta così. Però preferisco essere diretto piuttosto che falso. Non amo l’apparenza, non mi piacciono le persone che ostentano o che vivono di cose banali e superficiali. Credo molto nell’umiltà e nella verità.
Quali sono i tuoi modelli?
Al momento non saprei indicare dei modelli precisi. Sicuramente prendo ispirazione dalla vita, da quello che vivo e da quello che sento, più che da una persona sola in particolare.
La persona che ti ha sempre sostenuto?
Le persone che mi hanno sostenuto di più sono mia mamma, mia sorella e mia zia. Accanto a loro ci sono anche amici veri e persone che mi seguono, mi scrivono e credono in me. Ricevere messaggi da chi mi incoraggia a continuare, dicendomi che quello che faccio si sente che nasce con amore e verità, per me è una soddisfazione enorme.
Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?
Bella domanda. Se avessi una bacchetta magica cambierei tante cose, soprattutto nella mia vita. Cercherei prima di tutto di aiutare i miei genitori e i miei figli. E poi vorrei poter cancellare una parte della sofferenza legata al mio passato e alla mia infanzia, che sono stati molto difficili. Credo che ognuno, nella propria vita, abbia attraversato momenti pesanti. Se davvero potessi farlo, trasformerei quel dolore in qualcosa di diverso.
Mouez
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