Best Entertainment Intervista Manu Squillante
Emanuele Squillante, in arte Manù, è nato a Sarno (SA) il 25 luglio 1992. Ci sono voci che si accendono come candele, altre che bruciano come falò nella notte. Manù è una di quelle voci che scaldano, che raccontano, che restano. Cantautore prima di tutto, la sua musica è fatta di parole scolpite nell’anima e melodie che sanno di vita vissuta. Nato e cresciuto tra note e racconti, ha imparato che la musica non è solo suono, ma un modo di esistere. Grazie a Clarissa D’Avena di Red Blue Music noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…
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Ciao Manù, raccontaci un po’di te: quando hai iniziato la tua professione?
Ciao a tutti! Ho iniziato presto. A sette anni studiavo musica, a tredici scrivevo canzoni. Da allora non ho mai smesso. La professione è venuta dopo, ma la vocazione c’era già. Oggi scrivo, canto, insegno, e cerco ogni giorno di fare della musica uno spazio di verità.
Parlaci del tuo ultimo singolo…
Vizi e Virtù è un canto contro ogni silenzio imposto. Nasce dopo aver letto del divieto alle donne afghane di cantare, parlare, scrivere poesie in pubblico. È una preghiera laica, una canzone che prova a farsi eco di chi non può parlare. Semplice, diretta, necessaria.
Quali sono i tuoi modelli?
De André, Pino Daniele, Gianmaria Testa. Ma anche Totò, Troisi, quelli che hanno saputo restare profondi senza diventare complicati. Mi ispirano le persone che raccontano con verità, senza maschere.
Quale genere di musica ami e ascolti?
Ascolto tutto quello che è onesto. Mi piacciono le canzoni che hanno un respiro largo, quelle che raccontano qualcosa. La musica d’autore è casa, ma non mi pongo confini. Se c’è cuore, ascolto.
Che rapporto hai con i social?
Li uso per condividere, non per mostrarmi. Cerco un contatto vero, anche lì. Racconto il mio lavoro, i miei pensieri, e cerco di restare fedele a chi sono, senza rincorrere l’algoritmo.
Libro o film che consiglieresti?
L’alchimista di Paulo Coelho. E consiglio tutti i libri di Livia Candiani. Opere che parlano con semplicità e ferocia. Come piace a me.
Che sensazioni provi quando ti esibisci?
Presenza. È come se tutto il resto si fermasse. C’è solo quel momento, quella voce, quello scambio. È il luogo dove mi sento più vivo e più esposto. Ma anche più libero.
Come sei caratterialmente? Pregi e difetti?
Sono diretto, generoso, curioso. Ma anche ipersensibile, testardo e a volte troppo severo. Non mi piacciono le finzioni.
Chi ti è stato sempre vicino?
La mia famiglia, soprattutto mia Mamma che ora mi segue dal cielo. E chi, anche da lontano, ha creduto in quello che faccio senza chiedermi di cambiare.
Dove ti piacerebbe vivere? Se avessi una bacchetta magica, cosa faresti?
Mi piacerebbe vivere in barca, circondato dal mare. Uno spazio piccolo, essenziale, ma libero. Se avessi una bacchetta magica darei possibilità a tutti: la possibilità di scegliere, di esprimersi, di essere ascoltati. Di costruire la propria strada, anche se diversa da quella degli altri.
Progetti futuri?
Nel 2025 usciranno nuovi brani, tutti parte del progetto “Tra la mano, l’occhio e il cuore”. E sto lavorando a un libro che si chiamerà “Nel cuore delle cose non dette”. Mi interessa continuare a costruire qualcosa che resti, senza fretta, ma con cura.
Manu Squillante
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