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L’intervista a Dizetaenne Art

Best Entertainment Intervista Alberto Dizione

Dizetaenne Art o meglio Alberto Dizione mentre realizza i suoi artworks ama ascoltare la musica o vedere filmati di chi sta ritraendo. In questo modo riesce a sentire tutte le emozioni, e trasmetterle nell’Arte. I colori vibranti che utilizza e i dettagli che evidenzia, nascono dall’energia nel ritrarre l’osservato… Noi di Bestentertainment siamo fieri di averlo conosciuto e di pubblicare la sua Intervista, buona lettura…

Benevenuto Alberto, presentati ai nostri lettori…

Sono nato a Milano, ho 45 anni, sono del 1978, e la mia passione per l’arte è nata quando ero bambino, era un bisogno fortissimo che cresceva dentro di me, non so spiegare perché. Era così e basta ed è stata una fortuna perché sin da piccolo ho avuto ben chiaro il percorso che avrei voluto seguire. Sono cresciuto divorando libri fotografici sui più celebri artisti della storia e mi sono appassionato in particolare alla Pop Art.

Perché?

Sono rimasto folgorato dall’innovazione e dallo stupore che le opere della Pop Art suscitano in me, conquistato dall’energia che i suoi colori forti mi trasmettono. In breve, la Pop Art è diventata per me una fonte di ispirazione.

Come è stato il tuo percorso di avvicinamento all’arte?

Ho intrapreso un percorso artistico focalizzato sulla grafica pubblicitaria, che mi ha dato gli strumenti per leggere nei dettagli e vedere le peculiarità dei soggetti che ritraggo. Questo mi permette poi di trasportarli negli artworks che creo e che li rappresentano.

Chi è l’artista che ami di più?

Andy Warhol, uno dei più grandi esponenti della Pop Art, e Mimmo Rotella con il suo rivoluzionario Decollagè. Mi affascina la loro arte, il loro continuo sperimentare, il loro riuscire a stupire con le loro opere e il modo in cui usavano i colori»

Come nascono i tuoi lavori e che cosa ti ispira?

Il soggetto che scelgo di ritrarre mi deve innanzitutto emozionare e, quando accade, mi trasmette una forte ispirazione. Poi, la sua storia, il suo vissuto e quello che crea o che fa nella sua vita devono avere la forza di trasportarmi nel suo mondo: io devo entrare in sintonia con lui per potere riversare quello che vivo del soggetto nel mio artwork. Mi ispirano molti i musicisti, per me l’apporto della musica è fondamentale, e, infatti, la maggior parte dei miei lavori raffigurano musicisti. Mentre creo, ascolto sempre le canzoni del musicista che sto ritraendo: mi trasmettono emozioni, mi portano nel suo mondo e mi danno la massima ispirazione per creare il suo ritratto. I colori vibranti che utilizzo e i dettagli che evidenzio nascono dall’energia che la musica mi trasmette.

Che tecniche usi? E il computer ha un ruolo nella creazione delle tue opere?

Le mie basi artistiche nascono con il disegno a mano, matita, acquarello, pastelli. Con il tempo mi sono appassionato al digitale e ho cercato di trasportare la mia arte su computer e tavoletta grafica, perfezionando opera dopo opera la mia tecnica.

Come procedi nella creazione delle tue opere?

Il primo passo e trovare un’immagine di chi voglio ritrarre: deve essere d’impatto e deve avere la forza di cogliere l’essenza del soggetto. Insomma, deve essere rappresentativa del soggetto. Quindi creo la mia versione in digitale di questa immagine stilizzando al massimo, secondo la mia visione, i lineamenti. Poi, con l’uso di pennelli, creo forti contrasti e, con vari livelli di lavorazione in digitale, disegno il ritratto o, meglio, la mia rappresentazione del personaggio. Miro sempre a valorizzare, a fare emergere quello che, secondo la mia visione, lo caratterizza. Il tutto ascoltando la musica, senza la quale non potrei trarre ispirazione.

Che cosa vuoi trasmettere con i tuoi lavori?

Emozioni, miro a trasportare chi guarda i miei artworks nel quadro stesso, tra i colori brillanti e i simboli che rappresentano il soggetto. Li ho battezzati “Timeless Portraits”, “ritratti senza tempo.

Come nasce il tuo nome d’arte Dizetaenne Art?

Volevo trovare un nome per rappresentasse il mio lato artistico e che, al contempo, richiamasse il mio nome. Il mio cognome è Dizione e per il nome d’arte ho usato le consonanti del cognome, “DZN”, scritte per esteso. E poi ho aggiunto Art.

Quale è il periodo artistico che ami di più?

Senza dubbio gli anni Cinquanta, il decennio in cui nasce e ha la sua massima espressione la Pop Art.

Finora quale è stata la più bella soddisfazione che i tuoi lavori ti hanno regalato?

È bello quando i miei artwork vengono apprezzati dalle persone che ho ritratto. È pura gioia, è il momento più bello perché non è per nulla scontato che la persona che ho ritratto ammiri il modo in cui l’ho ritratto. Grazie a Instagram è facile capire se i complimenti che mi fanno sono sinceri: se ricondividono sul loro profilo il mio artwork, beh, allora significa che gli è proprio piaciuto, altrimenti perché contribuire a diffonderlo? Mi è capitato con Claudio Cecchetto, Jovanotti, Marco Mazzoli – patron dello Zoo di 105, Alessandro Gassmann, Paolo Ruffini, Roberto Farnesi, Dj Ringo, Pino Insegno. Se devo pensare alla prima soddisfazione vissuta è stata vedere il mio artwork dedicato a Matt Bellamy, frontman dei Muse, condiviso dal gruppo stesso sul loro profilo Instagram. Lo stesso mio artwork è esposto nello studio dell’emittente Radiofreccia. Sono soddisfazioni che mi riempiono di gioia e che mi danno sempre nuova energia per continuare nelle mie creazioni.

Dove si possono vedere e acquistare le tue creazioni?

Sul mio profilo Instagram @dizetaenne_art. E attraverso questo profilo è possibile contattarmi per qualsiasi informazione.

Cosa ti piace e cosa detesti?

Amo il sorriso dei miei figli, mi piace vivere la vita a pieno, mi piace la sincerità e l’onestà, adoro le moto e la velocita: l’adrenalina che ti scorre nelle vene. Amo la semplicità e le parole accompagnate dai fatti. Mi piace il buon vino e bere un bicchiere in compagnia. Detesto la presunzione, la falsità, le ingiustizie di ogni genere dalla più piccola alla più grave. Detesto stare fermo e non dare libero sfogo alla creatività.odio gli obblighi e non sopporto che si lamenta continuamente mentre credo fermamente nel rimboccarsi le maniche per costruire.
Se avessi una bacchetta magica, viaggeresti nel tempo?

Certo, ma più che la bacchetta magica vorrei la Delorean di Ritorno al futuro, uno dei film preferiti in quanto appassionato di fantascenza, per dirigermi verso il futuro e scoprire che cosa ci aspetta, e di sicuro andrei a trovare nel passato le persone a me care che oggi non ci sono più.

Alberto Dizione


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