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L’intervista a BOSIO

Best Entertainment Intervista BOSIO

BOSIO, all’anagrafe Andrea Bosio, è un cantautore e musicista italiano nato a Torino il 17 Marzo 2003 e cresciuto nell’incantevole cornice di Piscina, un tranquillo paese ai bordi del capoluogo piemontese. La sua passione per il mondo dello spettacolo prende vita già all’età di 8 anni, quando inizia a frequentare corsi di teatro nella sua provincia, scoprendo presto un profondo amore per il musical durante gli anni della scuola media.Il percorso accademico di BOSIO prosegue con il conseguimento del diploma di Liceo Economico Sociale nel 2022, anno in cui supera con successo il provino per l’ammissione all’Accademia “Art Village” di Roma, un importante tassello nella sua formazione musicale e personale. Nel 2024, l’artista partecipa a Casa Sanremo con “Prima di Dirsi Addio”, un brano che racchiude in sé le esperienze, le emozioni e le storie vissute lungo il suo percorso. Grazie a Elisa Serrani di Music & Media Press noi di Bestentertainment pubblichiamo con piacere la sua Intervista, buona lettura…

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“Scappare da Noi” è un brano che parla alla tua generazione. Quali sono i temi principali che hai voluto affrontare?

Il brano “Scappare da noi” vuole raccontare la storia di una relazione attraverso gli occhi di chi come me ha vent’anni. È una storia autobiografica che racconta il rapporto che c’è tra me e la mia ragazza, dove tra alti e bassi abbiamo sempre cercato di restare uniti e superare ogni difficoltà. Sono diversi i temi principali che mi hanno spinto a scrivere questo brano, ma in particolare volevo far ascoltare a tutti quelli della mia generazione e non solo che amare una persona e perdonarla quando è necessario non è una debolezza ma una prova di maturità. Ci sono amori che per banali errori svaniscono per sempre quando potrebbero essere unici ed eterni. Io e la mia ragazza abbiamo fatto errori banali, che subito non avevamo capito. Per qualche mese ci siamo distaccati, fino a quando abbiamo capito che bastava metterci un pò più di coraggio e ammettere i propri errori commessi. L’amore oggi, soprattutto per i più giovani, viene visto come un passatempo o come un qualcosa che deve necessariamente esserci anche quando non ne hai bisogno. Molte coppie giovani non percepiscono il reale significato del fidanzamento e del valore che esso ha, per loro è solo un obiettivo da raggiungere per non sentirsi “inferiori”. Banalmente tra coppie di amici che conosco sono stato l’unico che ha regalato alla mia ragazza un anello, ma per il simbolo che esso tiene. Forse sarò troppo vecchio di mentalità o forse credo ancora che l’amore vero esiste ancora oggi…bisogna solo raccontarlo e farlo conoscere soprattutto alle generazioni più giovani.

Pensi che la Gen Z abbia bisogno di sentirsi incoraggiata a trovare connessioni più vere?

Decisamente! Oggi tutti i più giovani cercano di costruirsi intorno a loro un’immagine finta che deve rappresentare la bellezza, il valore di oggetti come vestiti firmati, orologi ecc.. è il lusso di una vita che pochi possono davvero permettersi di vivere. Mi fa ridere quando incontro ragazzi che al polso indossano orologi da 5-7 mila euro e non conoscono neanche la storia o il paese di produzione di quel Omega, Rolex, Tag Heuer o che esso sia. Tutta questa finzione però poi cade anche nell’amore. In un mondo giovanile come quello di oggi bisogna scrivere alle ragazze, guai se si usano le “parole” per provarci con loro… si viene visti come “estranei”. E ridendo posso dire che questo fenomeno per esperienze passate è davvero così. �� Bisogna dunque cercare di incoraggiare i giovani e spronarli nel credere nell’amore vero che vive attraverso una rosa rossa e non attraverso un pantaloncino firmato Gucci. Io sono il primo che colleziona cinture e orologi firmati… però non ho mai ostentato questi oggetti per provarci con una ragazza, ma ho sempre cercato di utilizzare gesti di cavalleria e doni simbolici come rose, cioccolatini o cene romantiche.

Credi che le relazioni moderne abbiano bisogno di maggiore sincerità?

Credo che oggi ci sia molta finzione in giro, ma anche attraverso le canzoni. Pochi veri “cantautori” moderni oggi raccontano le loro fragilità, storie, amori e esperienze passate. Ci sono cantanti che nei testi usano parole dispregiative nei confronti di tutti e non credo che nella realtà quando camminano per strada usano davvero quei termini per vivere. I giovani di oggi si trovano di fronte a cantanti che sono finti. È giusto nelle canzoni creare metafore e romanzare i racconti… Ma comunque devi raccontare una parte di te stesso, altrimenti rischi di far piangere, ridere e sognare ragazzi su fatti che realmente non sono accaduti e dunque finti, inventati… Porti i giovani a credere nella finzione di un mondo che in realtà non è così.

Quanto contano le fragilità nei rapporti?

Credo che le fragilità siano fondamentali per creare una relazione forte e stabile. Essere fragili con il proprio partner non significa essere deboli ma aprirsi e fidarsi ciecamente l’uno dell’altro. Durante una relazione ci sono molteplici momenti di debolezza e fragilità, derivanti da situazioni all’interno della coppia o situazioni che creano scompensi al di fuori di essa, ma se tra i due ragazzi c’è un amore vero e autentico le situazioni difficili possono passare.

Qual è il messaggio che vuoi lasciare alla tua generazione con “Scappare da Noi”?

Il messaggio che voglio lanciare con il brano “Scappare da noi” è quello di credere nelle proprie relazioni, vivere ogni momento con la propria ragazza o ragazzo e godersi ogni singolo secondo dell’amore. Amare un partner quando si ha vent’anni è la cosa più bella che la vita ci possa regalare, quindi sfruttiamo il momento finché possiamo che il tempo passa veloce e nulla torna indietro, soprattutto il valore di avere vent’anni.

BOSIO

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