Tao per un anno 224

Indifferenza

Per un vero maestro
sedere sul trono
non è diverso
da sedere nella polvere.

Un vero maestro resta indifferente alle maniere della società. Nemmeno l’ambizione, la conoscenza e la religione gli appaiono interessanti. Perché? Perché tutte queste cose rientrano nel regno della definizione umana.
Le persone spirituali trascendono ogni identità. Per questo ricchezza e povertà, bene e male, violenza e pace non fanno per loro alcuna differenza. Essi considerano le dicotomie prive di significato.

Ci riesce difficile crederlo? Ebbene, il grado di difficoltà nell’accettare ciò è proporzionale al grado del nostro attaccamento al dualismo. La vera illuminazione viene dal comprendere l’unità del reale e aiuta a percepire la fondamentale eguaglianza fra tutte le cose. Per un maestro, alimentazione e malattia, vita e morte, moralità e immoralità sono la stessa cosa. Se non hanno di che nutrirsi, però, arriveranno persino a dimenticare l’esistenza di una simile attività. La loro vita è priva di polarità.
Le persone normali, come noi, non sono in grado di farlo. Continuiamo a operare distinzioni, a difendere noi stessi e i nostri territori e ci sentiamo sicuri solo all’interno di confini dichiarati. E’ il modo in cui siamo abituati a definirci, ma la nostra identità è anche la nostra prigione. Soltanto un maestro conosce il significato della liberazione e gode di completa libertà.