Tao per un anno 146

Irrilevanza

Spasmi di roccia infuocata
formarono un cono alto tre miglia.
Pioggia e vento lo spaccarono
in cento dita turrite.
Nel tempo, gli alberi fecero leva
nelle fessure.
Dopo un milione di anni, condor
e serpenti
vi presero dimora.

Roccia imponente, pareti istoriate
di pallidi e vermigli licheni –
l’uomo ancor più fragile su quelle
pietre.
Quando scorgeremo il Tao?
Non prima di esserci spogliati
del nostro senso d’importanza.

In confronto ai portentosi movimenti del cielo e della terra, all’immensità del tempo geologico, le azioni umane e le opere monumentali più grandiose non hanno alcuna rilevanza.
Scaliamo le montagne, ci tuffiamo nelle profondità marine, cerchiamo di avvicinarci il più possibile al sole, ma nella scala di misura della natura non siamo nulla. Nel nostro egocentrismo immaginiamo che, al cospetto di stelle, fiumi e montagne, la nostra vita possa ancora avere qualche importanza o significato. Non è così. Non possiamo sperare di rivestire alcun significato particolare nella storia dell’universo. Tuttavia, possiamo arrivare a conoscerlo meglio e a migliorare il ruolo che in esso svolgiamo. Se desideriamo conoscere la forza che mantiene azzurro il cielo, che fa brillare le stelle, che innalza le montagne, fa scorrere i fiumi e agita gli oceani, allora strappiamo il velo che ci separa dal Tao.

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