Tao per un anno 137

Vulnerabilità

Il guerriero considera ognuno come avversario.
Ne scorge tutti i punti vulnerabili,
e si allena per eliminare i propri.
Il saggio non ha punti vulnerabili.

Il guerriero considera ognuno un potenziale avversario. Valuta tutte le persone che incontra sulla base della loro forza o debolezza, mettendosi in posizione strategica.
Nessun confronto lo coglie mai di sorpresa. Protezione, competizione, onore e onestà sono i suoi principii.
Egli stesso è l’arma. Quindi, il guerriero allena il proprio corpo e la propria mente sino alla perfezione. Sa che la persona media offre centinaia di varchi alla morte. Per quanto lo riguarda, egli cerca di eliminare il maggior numero possibile di punti vulnerabili. In combattimento ne difende uno o due, e il resto della sua attenzione è rivolta alla strategia e all’attacco. Tuttavia, nessun guerriero è in grado di sbarazzarsi completamente dei propri punti deboli. Persino un campione ne ha sempre almeno uno. Solo la via dei saggi permette di eliminare ogni vulnerabilità.
Si dice che il saggio non offre alcuna entrata alla morte. Per questo egli – perfetto nel Tao – è superiore al guerriero – semplicemente abile nel Tao. Il secondo accetta la morte, ma non si spinge oltre. Il primo supera i concetti di protezione, competizione, onore e onestà, e non teme la morte. Egli sa infatti che nulla muore, e che la vita è mera illusione: un sogno in perenne trasformazione.