Tao per un anno 292

Equilibrio

L’estate ha avvizzito l’erba ingiallendola,
ha bruciato le foglie accartocciandole,
ha ridotto i laghi in discese di terra screpolata.
Minimo è il sollievo portato dall’autunno –
il freddo ha solo congelato i disastri.
Ma con le prime pioggerelline
i solchi si sono ammorbiditi
e le piante ormai secche sono sparite.
Lentamente, torna a instaurarsi l’equilibrio.

 

Numerose culture descrivono i vecchi e gli anziani come persone che hanno molti inverni sulle spalle. E in effetti hanno visto susseguirsi molti cicli, e la loro saggezza deriva da una lunga osservazione del moto ascendente e discendente della vita.

Se siamo lungimiranti comprendiamo che l’equilibrio si realizza attraverso il progredire del corso della natura, e non nella permanenza di uno stato. Gli elementi e le stagioni si alternano regolarmente. L’equilibrio, come descritto dal Tao, non coincide con la stasi ma rappresenta un processo dinamico di alternanze spesso parzialmente sovrapposte. Sebbene alcune fasi ci appaiano estreme, ve ne sono altre a controbilanciarle.

Ogni cosa ha un posto e una stagione, e gli avvenimenti si susseguono. Equilibrio significa sapere cosa è presente e cosa sta per subentrare, e possedere la chiave per vivere in perfetta armonia con tale progresso. Solo così raggiungeremo uno stato sublime e inattaccabile.