Tao per un anno 284

Ambiente

Come potete vivere
in mezzo al costante rumore del traffico?
Al puzzo dei rifiuti?
Fra palazzi anziché fra montagne?
Nel movimento delle strade
anziché dei fiumi?
Con il cemento anziché la terra
sotto i piedi?

 

Vi sono aree metropolitane famose per la loro forza, la loro storia e il loro posto nella civiltà. Tuttavia, luoghi simili non possono essere anche centri spirituali. Basta osservarli con gli occhi e con il cuore: come potrebbe mai fiorirvi alcunché di sacro?

Il rumore del traffico è incessante. A qualunque ora del giorno e della notte, il rombo di sottofondo e le costanti vibrazioni sradicano tutto quanto esiste di più sottile. L’aria è greve di polveri e fuliggine. Quando fa caldo, il puzzo dei rifiuti in putrefazione si solleva come i miasmi da un lebbrosario. Soffocata dal cemento, dall’asfalto, dall’acciaio e dalla sporcizia, la terra non riesce a respirare.

Alcuni abitanti di queste città sviluppano tuttavia un interesse di tipo spirituale, e vogliono sapere se è possibile raggiungere livelli di pratica elevati pur continuando a vivere in un ambiente così urbanizzato. La risposta è no. Realizzarsi appieno in un contesto urbano non è possibile, perché richiede il raggiungimento di stati psicofisici particolari, strettamente legati alla calma e alla cura del sottile. Quando il ruggito della città è tutto quel che abbiamo, come possiamo udire il canto del divino intorno a noi?