Tao per un anno 283

Durata

Il sole splende per mezza giornata,
a dominare il resto è la luna.
Anche la contemplazione
dovrebbe avere una giusta durata.

 

Vi sono monaci che meditano per sedici ore consecutive. Alcuni hanno trascorso così tanto tempo seduti nella posizione del loto, da avere il taglio dei piedi ricoperto di calli. Altri devono ricorrere a sostegni per mantenere il corpo eretto, o per non rischiare di addormentarsi appoggiano un bastone per terra con l’estremità appuntita rivolta verso il mento. Si tratta forse di un’ammirevole disciplina? O piuttosto di un’ossessione?

La meditazione dovrebbe avere una giusta durata. Anche le pratiche migliori non vanno mai considerate come attività isolate dal resto della vita. I seguaci del Tao considerano la meditazione un atto imperativo, ma non esclusivo. Lo scopo fondamentale di questa esistenza è vivere, e tutte le cose viventi si muovono e crescono: perciò la meditazione andrebbe integrata nella vita stessa, senza permetterle di dominare tutto il resto.

Vi è solo un’eccezione: il caso in cui ci capiti di cadere spontaneamente e naturalmente in un lungo stato meditativo. Può durare ore, addirittura giorni, ma è una condizione diversa da quella della meditazione indotta artificialmente e in posizione seduta. Lo stato meditativo spontaneo ci trova in armonia con l’universo: per questo non si tratta di un’attività, ma di un’espressione del tutto naturale.