L’intervista a Lorenzo Tiezzi

BestEntertainment intervista: Lorenzo Tiezzi (ltc)

Oggi intervistiamo un grande comunicatore: Lorenzo Tiezzi. Stiamo parlando di un giornalista, blogger & comunicatore (o viceversa). Lorenzo Tiezzi sta online più o meno tutto il giorno. Il sito della sua agenzia ltc, www.lorenzotiezzi.it, è sempre piuttosto aggiornato. Ha lavorato recentemente o lavora con brand giovanili (Too Late, Red Bull), dj (Tiesto, Stefano Noferini, Cristian Marchi, Dino Brown, Samuele Sartini), artisti (Caro Emerald, Imany), case discografiche (Media, Time, Just Ent.), club e festival (Musica e Parole, Samsara Gallipoli, Music on the Rocks Positano, Africana Praiano, Bolgia Bergamo).
 
 
Ciao Lorenzo, com’è iniziata la tua carriera di comunicatore, giornalista…
Mi sono laureato in DAMS musica nel 1996 e ho fatto pure diversi esami fuori corso di laurea in comunicazione. Ho iniziato pian piano lavorando con la discografia e in teatro, poi, non so bene come, mi sono ritrovato circondato da club e dj.
Hobby e sport?
Sono molto appassionato di sport, amo correre e faccio pure gare di trail e ultra trail. Non mi interessa vincere ma rilassarmi correndo senz’altro si.
Sei anche un appassionato e tifoso di calcio?
Si, tifo Fiorentina e seguo un po’ tutti gli sport, biliardo escluso. Mi piace lo sport perché mi sembra molto più oggettivo della musica o dello show business. Carlo Pederzoli, l’attore che al cinema si faceva chiamare Bud Spencer, da giovane fu un grande nuotatore. Diceva nello sport il successo te lo prendi, mentre nello spettacolo te lo dà il pubblico, è più difficile. E’ vero, ma nello spettacolo si fanno troppe chiacchiere.
 
L’intervista che ti ha emozionato di più?
Probabilmente quella al fotografo David Lachapelle, che fu breve e incasinata, ma lui riuscì comunque a farmi capire tutto il suo mondo. Capita ai grandi, ai medi e ai piccoli di solito no, perché vogliono fare marketing mentre parlano. Invece basta raccontarsi.
 
Il genere musicale che ami?
Un po’ tutti. Ascolto poca musica country, per il resto un po’ tutto, dal jazz alla classica passando per il rock e la musica da ballo. Se dovessi ascoltare solo una band per tutta la vita non so se sceglierei Hendrix, Led Zeppelin o Police. Sting da solista invece non lo reggo.
Se fossi un direttore artistico di un locale, su quale format punteresti di più?
Cercherei di puntare sulla sostanza, ovvero accogliere le persone per farle divertire. Punterei sui dj resident piuttosto che solo sui dj guest. Punterei su barman e camerieri e non solo sui vocalist. Punterei sulle idee dei party e non solo sul nome dei party per poi proporre sempre la stessa cosa. Cercherei di innovare parecchio, cosa che in discoteca in Italia si fa pochissimo e cercherei di comunicare soprattutto a coloro che in discoteca non vanno, ovvero ormai a qui ragazzi che frequentano i concerti, i bar, le spiagge e mille altri luoghi ma non le disco. I motivi sono spesso due: le disco si riempiono troppo tardi e la musica è troppo alta. Queste due cose i ragazzi mica le dicono, hanno altro da fare… ma il successo assoluto di realtà come Samsara Beach o Vida Loca (una spiaggia e uno show party dedicato alla musica melodica) mi sembra lo dica chiaramente.

Lorenzo Tiezzi

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